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Fuoco di Sant’Antonio: cause, sintomi e cure

Fuoco di Sant'Antonio: ecco come contrastare il virus con norme igieniche, assunzione di farmacie tanto riposo.

Fuoco di San'Antonio: sintomi iniziali, cura
fuoco di sant'antonio

Quando si parla di “Fuoco di Sant’Antonio“, non ci si riferisce ad una celebrazione popolare, bensì a una malattia virale che coinvolge nervi e cute. Il nome scientifico della patologia è “Virus varicella-zoster” o “Herpes virus umano 3“, ma in realtà più nota come Herpes Zoster. Proprio in virtù dell’analogia dei termini, non è insolito che si confonda la malattia con l’herpes labiale o genitale.

Fuoco di Sant’Antonio: cause

Il fattore scatenante della malattia è il virus della varicella-zoster o VZV. In altre parole, il fuoco di Sant’Antonio è a tutti gli effetti una recidiva della varicella. In ragione di ciò, solo gli individui che l’hanno contratta possono manifestare l’herpes zoster. Più precisamente, una volta sviluppata la varicella, le difese immunitarie non riescono a debellare totalmente il virus, ma lo respingono inducendolo a nascondersi in corrispondenza dei gangli nervosi spinali.

Qui il virus rimane latente e quieto per diverso tempo, nel migliore dei casi per tutta la vita.

Tuttavia, in condizioni di vulnerabilità e di stress dell’organismo, può accadere che il virus si risvegli provocando una nuova infezione. In questo caso, risalendo lungo un fascio nervoso, il virus della varicella-zoster produce la caratteristica eruzione dolorosa nella zona cutanea corrispondente al nervo presso il quale è avvenuta la riattivazione. Se, ad esempio, il risveglio del virus avviene lungo il nervo trigemino, le lesioni possono comparire a livello oculare oppure manifestarsi sul volto, su un orecchio o sulla lingua. Se, invece coinvolge il nervo intercostale, l’eruzione può interessare il seno.

I soggetti più frequentemente colpiti dal fuoco di Sant’Antonio sono i bambini sotto i 10 anni, gli over 60 e le persone affette da patologie debilitanti quali il cancro e l’AIDS.

Stando alle statistiche mediche, un individuo su 10, soprattutto dopo i 50 anni, svilupperà l’herpes zoster nell’arco della sua vita.

Sintomi del fuoco di Sant’Antonio

I sintomi iniziali del fuoco di Sant’Antonio sono generalmente:

  • sensazione di formicolio o intorpidimento nella zona del corpo colpita;
  • febbre e brividi;
  • mal di testa;
  • mal di stomaco.

Trascorsa la fase di esordio, compare la caratteristica eruzione cutanea: dapprima si forma una striscia di punti rossi, poi quest’ultima evolve in bolle piene di liquido chiaro e purulento. Dopo qualche giorno dalla loro formazione, le vescicole si rompono e si seccano dando luogo a delle croste. Le aree del corpo maggiormente colpite dal virus sono schiena (specie la fascia lombare) e torace, ma le lesioni possono presentarsi anche all’interno della bocca, sul viso, sulle braccia, sulle mani, sulle gambe e in zona anale/genitale.

Anche la comparsa di puntini rossi sulle mani che bruciano potrebbero essere uno dei sintomi della malattia.

Cure e norme igieniche da seguire

Se si contrae il fuoco di Sant’Antonio, la miglior cura da seguire è il riposo assoluto. Quanto ai farmaci, le terapie prescritte dal medico possono essere basate su differenti principi attivi, ma generalmente includono antivirali (utili nella prevenzione della nevralgia post-erpetica) e antipiretici. Per scongiurare la trasmissione della malattia, è bene osservare una serie di pratiche, ovvero:

  • lavarsi frequentemente e utilizzare asciugamani personali. In questo modo si preservano le altre persone dal contatto con il siero delle vescicole il quale è altamente contagioso;
  • lavare separatamente i propri indumenti, almeno nel periodo di massima contagiosità della malattia;
  • praticare impacchi alternati di acqua calda e fredda sulle zone colpite;
  • applicare una lozione a base di capsaicina sulle pustole non ancora secche;
  • applicare del ghiaccio nell’area delle lesioni per alleviare il dolore;
  • evitare i bagni in mare in quanto l’acqua salata accentua il dolore.

Il decorso del fuoco di sant’Antonio può avere una durata compresa tra 10 giorni e 3 mesi. Nella quasi totalità dei casi si raggiunge una completa guarigione, mentre in altri più rari si incorre in una complicanza detta “nevralgia post-erpetica“. Quest’ultima provoca un dolore persistente e acuto anche a distanza di anni dalla scomparsa delle vescicole.


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