Chernobyl: riassunto della storia dell’esplosione nucleare
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Chernobyl: riassunto della storia dell’esplosione nucleare

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Nell'aprile del 1986 un disastro nucleare investe l'Europa. La cittadina di Chernobyl è oggi una città fantasma.

Il 26 aprile 1986 alle ore 1:23 l’Europa si ferma. Un momento può essere anonimo o sfuggente ma non lo fu quando esplose il reattore numero quattro della centrale nucleare V.I. Lenin di Chernobyl, situata però a nord della città nel piccolo villaggio di Pripyat, a causa del personale tecnico che sbagliò un’esercitazione, un momento di distrazione che determinò una delle più grandi catastrofi della storia contemporanea.

Cosa è successo veramente?

Alcune manovre errate da parte del personale durante un test sulla sicurezza della centrale nucleare di Chernobyl, violarono il protocollo di sicurezza determinando la fusione delle barre di combustibile nucleare, conseguentemente radioattivo e il successivo aumento di pressione azzerò completamente l’impianto di raffreddamento del reattore.
Da quel momento un’esplosione improvvisa, che alzò la pressione atmosferica oltre la soglia critica, scoperchiò il tetto del reattore liberando una nube tossica che, supportata dai venti, iniziò ad espandersi prima nell’Europa orientale per poi giungere anche sino all’Italia settentrionale coinvolgendo diversi paesi.

Chernobyl è localizzata come città nel nord dell’Ucraina, più o meno a 120 chilometri nord rispetto alla capitale del paese, Kiev, non lontano dal confine bielorusso sull’asse stradale che collega le due capitali, Kiev e Minsk.

Al tempo però le due Repubbliche, oggi indipendenti, appartenevano al blocco sovietico dell’URSS, per quanto il governo di allora, rappresentato dal Presidente Michail Sergeevič Gorbačëv, iniziava già a parlare di possibilità d’indipendenza e di caduta dei blocchi e quell’errore umano mostrò al mondo tutta la fragilità di un sistema estremamente fragile e burocratizzato. Tornando a quell’una e ventitré del 26 aprile 1986, l’esplosione fu talmente potente da ritenersi 400 volte più potente della bomba atomica che l’esercito americano, durante la seconda guerra mondiale, sganciò su Hiroshima.

Chernobyl oggi: una città fantasma

Le radiazioni iniziarono dopo poco tempo il classico fall down radioattivo, cioè la caduta sul terreno, contaminandolo. L’85% di esse ricaddero sull’area che in seguito fu definita ‘zona rossa’, un’area comprensiva dei territori, tra l’altro meravigliosi dal punto di vista naturalistico per la presenza di boschi e laghi, di Chernobyl e Pripyat, zona tutt’oggi off limits se non visitabile tramite particolari permessi governativi rilasciati per quei turisti, fotografi, scienziati i quali, oggi, vogliono studiare il fenomeno o rendersi conto e documentare l’accaduto e vedere cosa è rimasto oggi di quei luoghi della tragedia.

Tumori, aborti spontanei, malformazioni alla nascita furono il risultato nel tempo di quel disastro, tutt’ora non quantificato ma la notizia felice è che, proprio in quei boschi, attorno ai laghetti, la vita è tornata rigogliosa, un ecosistema unico in Europa è rinato dalle ceneri radioattive di una delle catastrofi più serie della storia contemporanea dell’Europa, un momento che fece riflettere tutto il mondo sul pericolo nucleare.

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