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Disastro della Val di Stava: cosa è successo veramente?

Il disastro della Val di Stava fu uno degli eventi più catastrofici della storia italiana che provocò moltissimi morti.

val di stava
disastro della val di stava

Val di Stava è una meta ideale per una vacanza estiva di totale relax. Il posto perfetto per concedersi il meritato riposo dopo un anno lavorativo stancante. Grazie all’ospitalità della gente di Brianza tutti i turisti si sentono a casa loro in ogni momento. Luogo magico e abitato da persone stupende, nel 1985 fu distrutto dalla potenza della natura.

Il disastro della Val di Stava

Alle 12 e 22 minuti del 19 Luglio del 1985 accadde l’evento più tristemente ricordato da tutti gli abitanti della zona, di Trento e di tutta l’Italia. In questo giorno morirono 268 persone per un’inondazione di fango che colpi Val di Stava. Nessuno di aspettava che il proprio destino aveva messo da parte un’altra strada per il loro futuro.

Un destino devastante e non atteso che spazzò via molte vite in un unico e terribile istante. Per colpa di un cedimento degli argini dei bacini di decantazione della miniera di Prestavel, ha causato la fuoriuscita di circa 180,000 metri cubi di fango. Tutto si riverso le zone abitate di Stava travolgendo l’intera provincia e causo la morte di centinaia di persone. Questa è stata indicata una delle più grandi tragedie ad aver mai colpito il Trentino-Alto Adige.

Più di 18000 persone, tra i quali ottomila vigili del fuoco e quattromila militari persone iniziarono subito il lavoro per soccorrere e trovare possibili superstiti. Dal punto di vista giudiziario cosi come per la tragedia di Vajont anche per Stava fu’ un periodo travagliato.

Solo dopo 7 anni dall’accaduto, nel 1992 si accertarono le responsabilità della tragedia. In totale 10 imputati furono considerati responsabili e condannati per omicidio colposo plurimo. A seguito della tragedia fu creata la Fondazione Stava 1995. Una società senza scopo di lucro finalizzata alla prevenzione dell’ambiente e anche alla tutela della memoria storia del disastro che sconvolse la Val di Fiemme.

Val di stava: la miniera di Prestavel

Stava non è solo una valle di turismo che offre paesaggi incontaminati e tranquilli ma è anche una terra ricca di fluorite. Questo è un minerale utilizzato e molto richiesto dalla siderurgia, per questo motivo un minerale da sfruttare dentro le viscere della terra. Due sono i bacini costruiti sopra il centro abitato. Il primo che è stato costruito nel 1961 chiamato Pozzole.

Il nome è stato scelto per via delle tante pozze d’acqua presenti in quel luogo, che adeso viene considerato anche il più debole proprio per via di quelle pozze. Il secondo bacino viene fatto nel 1969 a monte del primo. Ovviamente con il passare del tempo questi bacini necessitavano di manutenzioni e di lavori.

Nessuno si sarebbe aspettato che quel 19 Luglio del 1985 che gli argini potessero crollare e liberare quasi 160 mila metri cubi di fango. Giù gli alberghi erano pieni e si preparavano a servire il pranzo. Mentre verso le 12.22 il fango viaggiava ad una velocità di 90 chilometri orari macinando 25 metri al secondo. Molte famiglie distrutte senza fare sconti a nessuno, dagli abitanti ai turisti, dai grandi ai bambini. Un tragico bilancio dove molte persone risultavano perse e altre morirono sul colpo. 31 ragazzi, 120 donne, 59 uomini e 28 bambini ci lascarono quel giorno. Diversi alberghi vennero spazzate via più di cinquanta abitazioni e 9 ponti furono completamente distrutti.


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