Torre di Pisa: la storia del campanile toscano
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Torre di Pisa: la storia del campanile toscano

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La Torre di Pisa è il simbolo della città toscana, tutti la ricordano per la sua preoccupante pendenza.

La più famosa torre al modo, contrariamente a quanto suggerisce il nome, non è altro che il campanile del Duomo di Pisa, è collocata nei pressi del Duomo di Santa Maria Assunta.

Torre di Pisa: la storia

Ha un’altezza di circa cinquantasette metri, se si considera invece dal piano di fondazione l’altezza è di poco più di cinquantotto metri. Pisa con Amalfi, Genova e Venezia, era una repubblica marinara, nonché città potentissima. Ciò ha reso la città ricca culturalmente aperta a numerosi tipi di culture e stili architettonici differenti che hanno influenzato molto anche la costruzione del campanile, nello specifico con elementi romanici. Infatti, chi ha costruito la torre di Pisa si è ispirato ad opere di quel periodo.

La difficile storia del campanile inizia nel 1173, quando fu posata la prima pietra da Bonanno Pisano. Dato che il campanile poggia su un banco di sabbia e argilla, giunti all’edificazione del secondo piano gli ingegneri inciamparono in un cedimento del terreno che ne provocò l’inclinazione e l’interruzione dei lavori.

Successivamente si pensò che questo incidente fosse un virtuosismo dei costruttori.

I lavori ripresero, nel 1275, con Giovanni di Simone, per finire dopo il 1350, con la realizzazione di sette piani con stili diversi e una cella campanaria più piccola. Nel tempo si è cercato in mille modi di risolvere questo problema, ma non è stato così, perché nonostante tutti tentavi la torre si trova ancora lì inclinata, e ha sopportato più di cento terremoti e i bombardamenti soprattutto nella Seconda Guerra Mondiale, roba non da poco!

Nel 1485 Leon Battista Alberti propose un intervento di stabilizzazione con un cedimento controllato, ma non fu preso in considerazione, però questo stesso intervento è stato eseguito negli ultimi anni proprio per stabilizzare l’edificio ed è stato piuttosto efficace, lo avessero ascoltato! Il campanile nel tempo è stato protagonista di una storia o forse una leggenda, infatti si dice che nel 1590 Galileo Galilei condusse proprio da qui l’esperimento sulla caduta dei gravi.

Torre di Pisa: perché è inclinata?

Una volta terminato il campanile gli architetti e ingegneri nel tempo hanno tentato di correggere questa inclinazione che il campanile presentava, ed è qui che la storia si complica.

Per limitare la pendenza gli ultimi piani sono stati corretti i pavimenti in modo che risultassero un po’ più orizzontali quindi più facilmente percorribili. Nell’Ottocento si scoprì una grave minaccia per la stabilità dell’edificio, infatti si capì che il terreno sottostante la torre era saturo d’acqua, allora per risolvere il problema, l’architetto Alessandro Gherardesca riportò in luce il primo livello che nel tempo era affondato anche a causa dell’innalzamento del suolo circostante e drenò l’acqua sotto l’edificio.

Circa cento anni dopo gli ingegneri dell’epoca ben pensarono di aumentare la stabilità dell’edificio con iniezioni di cemento, servendosi di quasi 400 fori, ovviamente al termine di questi lavori il campanile era ancora più inclinato di prima. L’apice dell’inclinazione si raggiunse nel 1993 quando il fuori asse superò i 4,4 mt che corrisponde ad una pendenza di 5,5°; qui si è veramente temuto che la tormentata torre potesse definitivamente cadere, infatti fu chiusa al pubblico per realizzare un intervento di salvataggio forse efficace.

Alla base del campanile dalla parte contraria a quella pendente furono messe circa 950 tonnellate di piombo in forma di lingotti, con lo scopo di contrastare e bloccare il movimento della torre.

L’intervento di stabilizzazione finale è poi consistito nel rimuovere parte di terreno generando un cedimento, ma controllato nella zona Nord dell’edificio.

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