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Franco Califano: le canzoni più famose e la morte del cantautore

Franco Califano, uomo dalla personalità poliedrica, ha fatto la storia della musica scrivendo i testi delle canzoni italiane più belle.

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Franco Califano è un uomo che ha vissuto una vita incredibile durante la quale non si è mai fatto mancare nulla fino alla fine. Poeta, autore, filosofo, cantante, attore, scrittore, produttore, talent scout, personaggio televisivo. Al pari di altri artisti, si è goduto la vita senza mai fermarsi un minuto. Una cosa è certa, ovunque andasse, contagiava tutti con la sua simpatia e il suo personalissimo savoir-faire, non esiste immagine dove chi lo accompagna non stia godendo del tempo passato in sua compagnia.

Franco Califano: le canzoni e i testi famosi

N bastardo venuto dar sud è il titolo del suo primo album pubblicato nel 1972 per la CGD, mentre il suo ultimo disco è Sto a cerca’ lavoro cantata con Simone Cristicchi insieme ad Alberto Mennini e ai ragazzi detenuti nell’Istituto Penale Minorile di Nisida.

Califano nella sua carriera ha venduto più di 20 milioni di dischi ma è la sua attività di autore che gli ha regalato le più grandi soddisfazioni. Tra le tante ha scritto le canzoni da hit parade come Minuetto e La nevicata del ’56 per Mia Martini, La musica è finita– per Ornella Vanoni, che la cantante portò al festival di Sanremo nel 1967 e di cui esiste una versione poco conosciuta Our song cantata da Robert Plant, il futuro cantante dei Led Zeppelin.

Nel 1973 fu scelto come autore da Mina e il suo ingegno lo ha portato a scrivere l’intero album Amanti di valore. Nello stesso anno, insieme a Bruno Martino, ha scritto E la chiamano estate. La malinconia, la serietà, i suo sentimenti e le sue debolezze amava nasconderle e le esprimeva solo nelle sue canzoni senza ipocrisie e bugie.

Il vero Califano si può trovare nei testi delle sue canzoni, dove la sua profonda e sincera umanità è espressa senza limiti e vergogne.

Franco Califano e i giovani talenti

Califano amava i giovani e nel 1966 incontrò un quartetto formato da due ragazze e due ragazzi, li aiutò e li battezzò Ricchi e poveri scrivendo per loro In questa città e altri sei brani. Un rapporto quello con i giovani artisti che lo porta a collaborare e spronare alcuni dei migliori talenti di casa nostra. Nel 2005 i Tiromancino gli chiedono un testo e lui confeziona per loro Un tempo piccolo, mentre è sicuramente stato di aiuto ai Negroamaro agli inizi della loro carriera. Federico Zampaglione leader dei Tiromancino e Giuliano Sangiorgi leader dei Negramaro, ancora oggi, parlano con grande stima e immenso affetto di Franco Califano.

Il cantante filosofo

Ora veniamo ai successi come cantante di Franco Califano e al primo posto mettiamo Tutto il resto è noia, pubblicato nel 1977 per la Ricordi; è il quarto album di Califano, inserito dalla rivista Rolling Stone nella classifica dei 100 album italiani più belli di sempre.

Grazie a questo album è stato insignito di una laurea honoris causa in Filosofia dall’Università di New York, la motivazione recita: ”Per aver scritto una delle più belle pagine della Canzone Italiana”.

Sulla copertina dell’album c’è un bambino, è Eros Turatello, figlio del boss della mala Francis Turatello, e rappresenta una delle scommesse vinte da Califano che si era fatto promettere dal bambino di non seguire mai le orme del padre, e così fu. Tra le altre canzoni di successo che citiamo vi sono La mia libertà, Vivere e volare, Io nun piango. Una canzone cara a Califano era Pierpaolo dedicata alla memoria di Pierpaolo Pasolini, considerato da Califano poeta e uomo vero e maestro di vita come lo stesso Califano.

Franco Califano: la morte del Califfo

Franco Califano era detto il Califfo perché nacque a Tripoli il 14 settembre del 1938, quando la Libia era a tutti gli effetti territorio italiano. Durante la sua vita ha passato più di mille giorni in carcere, perché accusato insieme ad Enzo Tortora di essere a capo di un traffico internazionale di droga. Per tutte le accuse fu totalmente assolto con la motivazione ”il fatto non sussiste”, rientrando di diritto tra le vittime della malagiustizia italiana.

L’artista ci ha lasciato il 30 marzo 2013. Si è spento nella sua casa di Acilia. La sua tomba è ad Ardea e l’epitaffio è il titolo di una sua canzone del 2005 Non escludo il ritorno. A chi volesse approfondire la conoscenza di Franco consigliamo di leggere il suo libro intitolato Senza Manette e pubblicato nel 2008 da Mondadori. Tra i suoi sei libri pubblicati questo è sicuramente la sua opera letteraria più interessante poiché riassume in tutto e per tutto la sua vita straordinaria.


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