×

Maria Callas: la biografia, la morte e le canzoni famose della Diva

Sono passati tanti anni dalla morte della splendida Maria Callas, la regina della lirica amata in tutto il mondo: tutto sulla vita e sui successi dell'inconfondibile Diva.

maria callas biografia
maria callas morte

Maria Callas, la Diva, splendida donna dal talento unico e inconfondibile che ha vissuto un’esistenza tra difficoltà, dispiaceri, successo e tormenti d’amore. La sua voce e le sue esibizioni sono celebri in tutto il mondo.

Maria Callas: la biografia

Greca di origine – i suoi lineamenti ne sono prova inconfutabile – ma newyorkese di nascita, non ha mai avuto data di compleanno certa, l’anno era il 1923 ma il giorno rimarrà per sempre un interrogativo irrisolto. Qualcuno dice il 2, il 3 o il 4 dicembre altri. Questo errore lo si deve al padre di Maria che non la registrò subito all’anagrafe e la ignorò. Così fece anche la mamma che non volle vederla per diverso tempo. I genitori di Maria volevano a tutti i costi un maschio, colui il quale avrebbe sostituito in tutto e per tutto il primo figlio morto di peste.

La sua infanzia di bimba con seri problemi di obesità passò comunque in maniera serena, salvo un grave incidente all’età di cinque anni, quando fu investita da un’auto e ridotta in coma per 20 giorni.

Il divorzio dei genitori di Maria, riportò madre e figlia in Grecia, dove la cantante si iscrisse al Conservatorio di Atene. Furono anni difficili per la piccola artista, provò la miseria più nera fino al giorno della liberazione, un lento ritorno alla vita normale che le permise di perfezionare e terminare gli studi. Debuttò proprio ad Atene, era il 1941 e le note di Tosca e della Cavalleria Rusticana assunsero un fascino ancor più intenso grazie alla voce della fanciulla. Rimase ad Atene ancora per poco, il desiderio di rivedere il papà, la paura di perdere l’ambita cittadinanza americana e il desiderio di aria nuova, la portarono nuovamente a New York.

Maria Callas e il successo in Italia

Passò giorni infelici, vuoti da ogni forma di emozione e spinta dal suo spirito focoso, il 27 giugno del 1947, con 50 dollari in tasca e una piccola valigia lascia le coste americane alla volta dell’assolata Italia.

Arrivò a Verona con i suoi compagni di viaggio, un cantante lirico e la moglie di un famoso impresario americano. Conobbe Tullio Serafin, quello che poi fu il suo mentore musicale per molto tempo che la diresse nel suo debutto veronese, avvenuto nello stesso anno. Cantò La Gioconda di Ponchielli. Due anni dopo il suo arrivo nella città dell’Arena, Maria conobbe il suo primo marito, impresario, protettore, contabile e controllore del suo peso, di 37 anni più anziano di lei, era l’industriale Giovanni Meneghini, Si amarono davvero? Forse lui l’amò, per lei si pensa fu solo un gran sentimento di bene, null’altro.

La Divina Soprano, incontrò nel suo soggiorno italiano persone e personaggi famosi, tra i quali i coniugi Toscanini e il sovraintendente alla Scala che rimase abbagliato dall’intensità della sua voce.

Passarono dieci anni quasi sereni, la sua voce si sentì risuonare sulle note di molte opere: Norma, Lucia di Lammermoor, Tristano e Isotta, Aida, I Vespri Siciliani, Il Trovatore e tante altre, nei più importanti teatri di tutta Italia.

Gli amori della Callas

Nel 1959, dopo averla sentita cantare diverse volte e rimasto profondamente affascinato dalla sua potente personalità, l’armatore greco Aristotele Onassis organizzò per la Divina, in occasione della prima della Medea, un sontuoso ricevimento presso il Dorchester Hotel di Londra. Non fece sconti quella sera Aristotele, la voleva per sè e lo dimostrò con tutte le sue forze, anche in presenza del marito di Maria. La invitò sul suo yacht, il famosissimo “Christina”, per una crociera, a bordo tra gli altri Winston Churchill.

Il soprano accettò l’invito benché sfinita da una lunga tournée e profondamente logorata psicologicamente. Dipendeva ormai dal lusso e dalla mondanità e voleva in qualche maniera lasciare il suo ruolo di cantante. Scese dallo yacht e dichiarò il suo amore ad Aristotele, lasciò il marito e intraprese la più faticosa, dolorosa e angosciante storia d’amore della sua vita.

La morte di Maria Callas

La vita disordinata di Aristotele, il suo continuo cambiar d’umore, le lune storte, le false speranze di una vita insieme, la morte del loro figlioletto a poche ore dalla nascita e per finire il feroce tradimento che la vide successivamente accanto a Jacqueline Kennedy, ridussero Maria Callas in uno stato pietoso, distrutta nei sentimenti e incapace di andare avanti. Lentamente uscì dalle scene, si ritirò a Parigi con la sua governante e il maggiordomo. Morì il 16 settembre del 1977 a seguito di un attacco cardiaco. Per rimanere vicino al suo amato Aristo, fece spargere le sue ceneri nell’Egeo. Diceva: “Ci sono due persone in me. Mi piacerebbe essere Maria, ma devo vivere all’altezza delle aspettative della Callas.


Contatti:

Scrivi un commento

300

Contatti:
Caricamento...

Leggi anche