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WikiLeaks: le origini e la storia dell’organizzazione no profit

Tutto quello che c'è da sapere sulla controversa organizzazione no profit fondata da Julian Assange il 4 Ottobre 2006.

origini e storia di WikiLeaks
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Il 4 Ottobre 2006 si registrava ufficialmente in rete wikileaks.org. Per tutta la sua storia, questa organizzazione no profit si è posta come obiettivo principale quello di portare alla luce i comportamenti non etici di governi e aziende. Facendo ciò, com’era prevedibile, negli anni ha attirato su di sé minacce di rappresaglia e condanne da parte di più stati. Cosa, quest’ultima, che è costata, tra le altre cose, al fondatore e guida dell’organizzazione Julian Assange, australiano, lo status di rifugiato politico.

WikiLeaks: la verità prima di tutto

Nonostante il nome, composto da Wiki e Leaks “fuoriuscite, perdite [di notizie]”, l’organizzazione no-profit nulla ha a che vedere con Wikimedia Foundation, l’organizzazione che possiede Wikipedia. Tuttavia, è proprio da quest’ultima che è nata l’idea di WikiLeaks: questa vuole essere infatti come un’enciclopedia non rintracciabile che pubblichi documenti segretati.

Questo non, come si imputò ad Assange, per questioni di spionaggio o di interferenze governative, bensì per una maggiore trasparenza degli stessi governi. È proprio per proteggere i cittadini dalle azioni immorali dei loro governanti che WikiLeaks pubblica documenti riservati.

La storia di WikiLeaks

Sebbene la fondazione risalga al 4 Ottobre 2006, per le prime rivelazioni si dovette attendere fino al Dicembre dello stesso anno. Il primo documento segretato ad essere divulgato fu uno pseudo ordine di assassinio di membri governativi somali. Il presunto autore era lo Sceicco Hassan Dahir Aweys, inserito negli anni Novanta nella lista degli affiliati al terrorismo islamico da parte degli Stati Uniti. Proprio per questo, pubblicando il documento la redazione di WikiLeaks specificò che la sua autenticità era in dubbio per il fatto che potrebbe essere stata una mossa statunitense per screditare lo sceicco somalo.

Fu però dal 2007 che il successo di WikiLeaks cominciò ad affermarsi, pubblicando documenti relativi alla censura cinese, alla guerra in Afghanistan e alle torture nella prigione di Guantánamo.

Nel 2008 il tribunale dello Stato della California chiuse il sito su richiesta di una banca svizzera. L’organizzazione l’aveva accusata di incitamento all’evasione fiscale e riciclo di denaro sporco. Grazie alla rivendicazione del primo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d’America il sito poté riaprire i battenti.

L’arresto di Julian Assange

Nel 2010, dopo le divulgazioni relative all’ambiguo operato statunitense e pakistano in Afghanistan e le dimissioni del portavoce tedesco dell’organizzazione, Julian Assange fu arrestato nel Regno Unito. Il fondatore di WikiLeaks ricevette una denuncia per stupro, molestie e coercizione illegale da parte del tribunale di Stoccolma. Assange dunque si consegnò volontariamente negli uffici di Scotland Yard a Londra. L’arresto era valido grazie al mandato di cattura europeo.

In molti hanno notato l’estremamente sospettosa coincidenza della sua denuncia per stupro con la fuoriuscita di notizie riguardanti il governo americano.

Lo stesso Assange aveva definito il suo arresto come un attacco alla libertà di stampa. Egli fece però anche sapere che le pubblicazioni su WikiLeaks non sarebbero finite col suo arresto. Anche dopo aver tagliato la testa all’organizzazione, il corpo non è morto. Oggi l’organizzazione continua a pubblicare documenti riservati ed è puntualmente proposta come candidata al Premio Nobel per la Pace. WikiLeaks è un vero e proprio faro di speranza per il giornalismo militante.


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