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Pier Paolo Pasolini: la biografia, i libri e le frasi celebri

Pasolini ha saputo trattare con cinismo e distacco i cambiamenti sociali e gli scandali dell'Italia novecentesca in una pluralità di ambiti artistici.

Pier Paolo Pasolini
Pier Paolo Pasolini

Uno dei più geniali e controversi intellettuali italiani del Novecento, entrato nella storia della letteratura e del cinema: questo è stato Pier Paolo Pasolini. La sua vita ha destato scandalo e la sua morte è rimasta irrisolta, ma con le sue opere ha saputo anticipare le trasformazioni della società italiana, evidenziandone limiti e storture.

Pier Paolo Pasolini: la biografia

Scrittore, poeta, autore e regista cinematografico e teatrale, Pasolini nacque a Bologna il 5 marzo 1922. Durante l’infanzia seguì gli spostamenti del padre, ufficiale di carriera, ma il suo vero amore era la poesia. Ad essa si dedicò scrivendo in vernacolo in aperta contestazione al predominio culturale del cattolicesimo. Studiò nella città di nascita, laureandosi nel 1945 con una tesi su Pascoli. Tra i suoi interessi primeggiava la conservazione del friulano, per la cui tutela fondò insieme ad alcuni amici l’Academiuta di lenga furlana.

Prima di completare gli studi, nel 1943 si trasferì nel paese materno di Casarsa della Delizia, in Friuli, insieme alla madre e al fratello minore Guido.

Quest’ultimo morirà durante la Resistenza, mentre il padre, fatto prigioniero in Africa, sarebbe tornato nel ’45. Nel 1950 venne denunciato pubblicamente della sua omosessualità, destando uno scandalo che lo costrinse a lasciare il paese. Si stabilì così insieme alla madre a Roma.

Gli anni nella Capitale

Il trasferimento a Roma segnò l’inizio della sua tumultuosa attività di scrittore, regista e intellettuale impegnato nella costante difesa, spesso anche in sede giudiziaria, della propria irrisolvibile diversità. Nel mondo del cinema cominciò come sceneggiatore e nel 1961 debuttò dietro la cinepresa con Accattone. Sin dagli esordi dovette confrontarsi con la censura e subì successivamente una sorta di condanna per il contenuto provocatorio delle sue opere.

Pier Paolo Pasolini fu nemico giurato degli stereotipi e delle ipocrisie della società.

Per questo, sin dal suo primo romanzo Ragazzi di vita il tema dell’omosessualità maschile. L’intellettuale italiano morì assassinato nella notte tra l’1 e il 2 novembre 1975 all’idroscalo di Ostia. Nonostante la condanna a Giuseppe Pelosi, molti credono che sul delitto non sia stata fatta totale chiarezza.

I libri di Pasolini

I romanzi più celebri di Pier Paolo Pasolini, Ragazzi di vita (1955) e Una vita violenta (1959), trattano storie di borgata e di prostituzione minorile. Danno un’immagine cruda di un mondo popolare che appare tanto spaventoso quanto spontaneo. Un insieme di vite che popolano i bordi del Tevere e dell’Aniene.

Il contesto sociale post-bellico narrato in questi libri sarà presto inghiottito dal travolgente capitalismo, che inghiottirà mode e ribellioni.

Il tema verrà trattato da Pasolini in brevi articoli polemici pubblicati sul Corriere della Sera, Il Tempo e altri quotidiani dal 1973 fino alla morte. Questi verranno così raccolti in due volumi usciti postumi che conservano una sorprendente attualità: Scritti corsari e Lettere luterane.

Alcuni amici e stretti conoscenti ritengono che l’omicidio dell’intellettuale bolognese sia di chiara matrice politica e fascista. I sostenitori di questa ipotesi la collegano al romanzo Petrolio, che Pasolini stava scrivendo in quel periodo e che confronta l’Eni di Mattei con la Montedison di Cefis. A ciò si connettono le stragi che insanguinarono l’Italia tra fine anni Sessanta e inizio anni Settanta.

Pier Paolo Pasolini: le frasi celebri

Nonostante probabilmente nessuno potrà mai sapere le dinamiche della morte di Pasolini, di lui ci rimane uno sterminato patrimonio poetico, letterario, cinematografico e giornalistico. Il tutto è dominato da uno sguardo disincantato e pessimista sul futuro, da un’empatia col mondo dei deboli e da una costante riflessione sulle pieghe più intime della società e della politica. A ciò si aggiunge una raccolta di aforismi celebri e pungenti, di cui ne riportiamo alcuni:

Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti

La droga è sempre un surrogato. E precisamente un surrogato della cultura

Il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili in Italia

Io so questo: che chi pretende la libertà, poi non sa cosa farsene


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