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Codice a barre, quando è stato inventato: le origini e la storia

Il codice a barre rappresenta una fondamentale quanto troppo spesso dimenticata costituente del mondo del consumo: scopriamone insieme la storia.

codice a barre: origini e storia
invenzione e utilizzo del codice a barre

Tra le migliaia di invenzioni che hanno animato il XX secolo e migliorato la vita di chi ne ha popolato la storia, il codice a barre merita senza dubbio almeno una menzione. Questo figlio minore del Novecento ha un ruolo tanto sottovalutato quanto fondamentale all’interno del sistema consumistico. Ecco dunque perché abbiamo deciso di dedicare un piccolo spazio alla storia del codice a barre.

Codice a barre: quando è stato inventato

Come per la maggior parte delle invenzioni che oggi diamo per scontate, anche il codice a barre è nato per ovviare un problema. Nel 1949 gli ingegneri statunitensi Bernard Silver e Norman Joseph Woodland, laureati nel 1947 presso l’Università di Drexel, registrarono il brevetto del codice a barre, che fu venduto alla Philco il 7 Ottobre 1952 per 15.000$, tutto ciò che i due guadagnarono dalla loro invenzione.

Nel 1948 il gestore di un supermercato aveva commissionato ai due ingegneri e inventori un espediente per velocizzare i pagamenti ed ottimizzare la marcatura dei prodotti.

Silver e Woodland si ispirarono dunque al re dei codici, il codice Morse, rendendolo più “leggibile” per un potenziale lettore. Perciò, durante una giornata al mare, i due disegnarono le linee del codice a barre, le quali altro non sono che i punti e le linee del codice morse proiettati in verticale. Purtroppo Bernard Silver morì prematuramente di leucemia nel 1962, molto prima di vedere la sua invenzione diffusa in tutto il mondo.

La storia dell’invenzione del secolo

Nel 1972 avvenne quindi la prima sperimentazione del codice a barre sui prodotti di un centro commerciale in Cincinnati. Tuttavia, le etichette si rovinavano in presenza di umidità e spesso le stampanti delle stesse producevano macchie d’inchiostro che ne invalidavano la lettura.

Perciò nel 1973 Woodland, nel frattempo passato da Philco, a RCA a IBM, ideò i primi Universal Product Code, delle speciali tipologie di codici a barre per i prodotti dei magazzini. Quindi, finalmente, il 26 Giugno 1974 in un supermercato di Troy, Ohio, si vendette il primo prodotto al mondo grazie a un lettore di codice a barre. Il prodotto in questione, un pacchetto di chewing-gum, è tutt’oggi conservato al National Museum of American History della Smithsonian Institution di Washington D.C.


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