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Rimuovere il silicone dalle piastrelle: il metodo più efficace

Il silicone viene usato per fissare le piastrelle ma spesso lascia dei residui. scopri come eliminarli efficacemente.

silicone piastrelle
togliere silicone

Il silicone costituisce senza ombra di dubbio alcuna un prodotto largamente utilizzato, in una serie cospicua di lavori domestici. Per quello che attiene soprattutto la cucina ed il bagno, esso più essere usato nel sigillare le piastrelle, scongiurando eventuali infiltrazioni di acqua o prevenendo la formazione di tanto antiestetiche quanto difficili da rimuovere muffe. Tuttavia, con l’incedere del tempo, è probabile che il lavoro di sigillatura effettuato con il silicone sia soggetto ad usura. Proprio per questo, potrebbe essere necessario rimuovere il silicone secco dalle piastrelle. Contrariamente a quello che si potrebbe erroneamente credere, si è in presenza di un’operazione tanto facile quanto completabile nel giro di pochi e semplici passaggi. Detto questo, in che modo è possibile rimuovere il silicone dalle piastrelle? In seguito una breve ed utile guida a proposito.

La rimozione del silicone secco

Applicare il silicone è facilissimo, con allegata possibilità pertanto di farlo in maniera autonoma.

Non di rado, si potrebbe perciò incappare in qualche piccolo errore o inconveniente che potrebbero renderne indispensabile una sua eliminazione prima che questo asciughi. Ebbene, quando il silicone è ancora fresco, toglierlo costituisce davvero un gioco da ragazzi. Per levarlo, infatti, non servirà altro che una spatola, con i residui eventualmente rimasti che richiederanno esclusivamente uno straccio umido. Quando, al contrario, il silicone è stato applicato da tanto tempo e risulta essere secco, la cosa potrebbe relativamente complicarsi. La prima cosa che bisogna fare per rimuovere il silicone dalle piastrelle è privare la superficie in questione di tutto lo sporco e di tutte tracce di grasso, facendo in modo che questa sia perfettamente pulita e pronta ad essere trattata con le giuste accortezze.

Fatto questo, opportuno sarebbe analizzare il livello di consistenza del silicone. Un oggetto utile allo scopo potrebbe essere rappresentato da una semplice lametta, con la quale aiutarsi per tagliarlo e vedere quanto è duro. Se, durante questo passaggio, la striscia apparirà come gommosa, si tratterà quasi certamente di silicone. Se, nella fattispecie opposta, la striscia tagliata sarà coriacea, si potrebbe essere al cospetto di lattice.

Ultimato anche questo step, il silicone potrà essere staccato dalle piastrelle con la spatola prima nominata oppure, qualora esso fosse particolarmente complicato da scollare, con un raschietto. Nel caso di piastrelle di pregio, prima di usare il raschietto è cosa buona e giusta ammorbidire il silicone. In che modo? Ebbene , le opzioni sono tre:

  • la prima opzione consiste nel fare questo spruzzando semplicemente dell’acqua;
  • la seconda possibilità, senz’altro più valevole, è quella di utilizzare una pistola di calore, avendo però cura di regolarla a temperature non troppo elevate;
  • la terza consiste nell’usare un straccio bagnato, si può avvolgere questo sulla superficie da trattare, in maniera tale che il silicone perda parte della sua durezza ma per questo ci vuole un po’di tempo in più.

Per dividerlo dalle piastrelle, i tempi di attesa andranno però dai due o tre giorni, tempo occorrente fare un ottimo lavoro.

Il silicone ammorbidito sarà pronto ad essere una volta per tutte strappato. In tale passaggio, il consiglio è quello di tagliare sia la frazione superiore della striscia sia quella inferiore, così da conferire maggiore immediatezza all’azione di rimozione. Per avere certezza che ogni residuo di silicone sia stato estratto, una passata con l’aspirapolvere è una buona soluzione. Per ridurre ai minimi termini il rischio di insorgenza di muffe, con un altro straccio andrà applicato un prodotto apposito o, in alternativa, dell’alcool denaturato. Nei casi più complicati, i rimedi finora descritti potrebbero non bastare, rendendo imprescindibile l’uso di solventi specifici i cui tempi di azione sono chiaramente indicati sulla confezione.

I prodotti da usare

Per compiere un lavoro a regola d’arte, vasta e variegata è la serie di prodotti selezionabili ed adatti allo scopo. Per svigorire il silicone, esistono rimedi fai da te non meno validi di tanti prodotti reperibili nella grande distribuzione. Se la scelta dovesse ricadere sui primi, sui può fare affidamento sull’aceto. Malgrado la sua azione incisiva, esso potrebbe tendere a macchiare le piastrelle più delicate. Altri rimedi della nonna vanno dall’acetone per le unghie all’acqua ragia fino ad arrivare all’alcool etilico, con un esborso economico neanche troppo esoso. In commercio si trovano anche degli attrezzi professionali, come un’apposita spatola che, grazie alla sua conformazione a V, permette di agire anche sulle fughe e negli angoli apparentemente più inaccessibili della parete con piastrelle. Altrettanto ampia è la scelta dei solventi, la maggior parte dei quali sono rintracciabili sotto forma di applicatori o di spray muniti di un piccolo pennello.


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