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Ha un rapporto con una bambola gonfiabile davanti ai Carabinieri: rischia una multa da 5mila euro

Nel Bresciano un ragazzo ha avuto un rapporto sessuale con una bambola gonfiabile. Scatta la multa salata ed una denuncia.

Carabinieri

Ha del grottesco ed inverosimile l’episodio che è accaduto nel Bresciano. Un giovane sulla ventina d’anni ha avuto un rapporto sessuale con una bambola gonfiabile proprio di fronte la caserma dei carabinieri.

Ha un rapporto con una bambola gonfiabile davanti ai Carabinieri: rischia una multa da 5mila euro. Le motivazioni

Non si sanno ancora le motivazioni che hanno spinto il giovane a compiere tale gesto, molto probabilmente la causa può essere attribuita ad un drink di troppo, ad una scommessa persa o ad un addio al celibato, viste le dichiarazioni degli amici, finito male. L’unica certezza è che il giovane ha ricevuto una sanzione che va dai 1.000 ai i 5.000 euro, come previsto dal Codice Penale. Una bravata, che oltre ad essere costata cara al giovane ragazzo, potrà causargli in futuro, visto che è stato anche denunciato, seri problemi.

Ha un rapporto con una bambola gonfiabile davanti ai Carabinieri: rischia una multa da 5mila euro. La folle azione

È accaduto tutto a Pinsoglie, in provincia di Brescia. Il giovane 20enne pare che abbia simulato un rapporto sessuale con una bambola gonfiabile di fronte al commissiarato dei carabinieri del comune nel Bresciano. Il tutto è stato ripreso dalle telecamere di sicurezza presenti all’esterno della caserma. Immediato l’intervento dei carabinieri in servizio, che hanno interpretato tale gesto come un affronto diretto, in quanto, successivamente al rapporto, il giovane ha lanciato la bambola gonfiabile contro la telecamera.

Il 20enne è stato Identificato, multato e denunciato; impuniti gli amici in quanto non esecutori materiali del gesto, ma solo testimoni.

Ha un rapporto con una bambola gonfiabile davanti ai Carabinieri: rischia una multa da 5mila euro. La normativa penale nell’ordinamento italiano

Il giovane è stato fortunato, in quanto per tale reato fino al 2006 la pena prevista per “Vilipendio della Repubblica, delle Istituzioni costituzionali e delle Forze armate” prevedeva dai 3 ai 6 mesi di reclusione.

La nuova normativa, contenuta nell’articolo 290 del Codice Penale, ad oggi prevede che: “Chiunque pubblicamente vilipende la Repubblica, le Assemblee legislative o una di queste, ovvero il Governo o la Corte costituzionale o l’ordine giudiziario, è punito con la multa da euro 1.000 a euro 5.000. La stessa pena si applica a chi pubblicamente vilipende le Forze Armate dello Stato o quelle della liberazione“.

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