Hip hop: il panorama italiano e i nomi da tenere d'occhio
Hip hop: il panorama italiano e i nomi da tenere d’occhio
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Hip hop: il panorama italiano e i nomi da tenere d’occhio

Hip hop: il panorama italiano e i nomi da tenere d'occhio
Hip hop: il panorama italiano e i nomi da tenere d'occhio

Siete convinti che l’hip-hop italiano sia solo superficialità ed edonismo con milioni di views su YouTube? Ricredetevi! Eccovi dieci rapper da seguire.

L’hip hop non è esibizionismo. Tutt’altro. L’hip hop è ricerca, potere della parola, istinto, democratica ribellione, riscatto sociale. Ma al di là degli autori che tutti noi conosciamo, ecco qui una lista di 10 rapper di cui, forse, non avete ancora sentito parlare. Rapper dal grande apporto di contenuti e dallo stile inconfondibile.

  1. Chiky Realeza: cileno dal talento assoluto che mastica street blues. Gli manca solo un album ufficiale.
  2. Dank: icona dell’underground emiliano attivo da 20 anni. Si è esibito sui palchi delle battle di freestyle di tutta Italia. Da ricordare, la sfida contro un giovanissimo Fedez, nel 2007. L’hip hop di Dank trasmette i valori della cultura, quelli originali e veri.
  3. Debbit: il sound è del tutto diverso rispetto agli altri e singolare. Il ragazzo proviene dalla nuova scuola romana che esporta beat più attuali, mischiando cazzeggio a liriche originali.
  4. Jangy Leeon e Truman Simbio: giungono dall’hinterland milanese e portano con loro un progetto in cui si tratta il tema dei disturbi psichiatrici.

    Gli stessi che hanno tenuto lo stesso Simbio lontano dai palchi per molti anni. Si tratta, ovviamente, di un argomento importante, delicato e vissuto in prima persona. Soprattutto raccontato con spontanea sincerità.

  5. Mastino: è sulla scena già dagli anni Novanta ma, ultimamente, sta accompagnando le proprie uscite discografiche all’attività di sostegno verso i giovani delle periferie milanesi. Ed è qui, che sperimenta la relazione tra rap e poesia. Mastino, inoltre, è il cuore pulsante della Street Arts Academy.
  6. Nill: è una rapper umbra trasferita a Bologna. Ha pubblicato il suo disco di esordio grazie al crowdfunding. Il suo stile è marchiato da un mix di punchline da jam sotterranee e autoironia.
  7. O’Zì: un rapper che ha arricchito la scena napoletana di nuove sonorità e che sa dare alle sue sillabe una musicalità del tutto originale. I suoi contenuti spaziano tra riferimenti sociali ed echi cyberpunk.
  8. Picciotto: è un punto di riferimento per i quartieri popolari di Palermo.

    E un punto di riferimento per i bambini disagiati ai quali insegna l’espressione in rima usando le parole come riscatto personale e sociale.

  9. Signor K: intellettuale rivoluzionario che spazia da Bergamo all’Aquila e i cui testi dicono cose complesse in modo semplice. Il suo album “Saremo tutto” è un connubio tra lotte sociali e passione.
  10. Soulcè: originario di Ragusa, è un attore professionista che sa stare sul palco. E che, quindi, sa interpretare i testi a dovere. La sua dote principale, però, è la scrittura. Le sue parole sono ispirate dai liricisti afroamericani e dai poeti francesi.

Prima menzione speciale: William Pascal. Si sa, non è facile destreggiarsi nella scena underground romana. Ma se questo ragazzo si è fatto notare, non è solo per la sua cresta.

Seconda menzione speciale: Omarito. È un ultra giovane “black calabrian”, giunto da poco tempo al suo esordio con l’album “Teranga”. Il suo disco parla di immigrazione e integrazione in un modo del tutto personale ed intelligente.

Forse ancora un po’ acerbo ma promettente nel poterci dare grandi soddisfazioni.

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