> > Sukobi u Milanu, Rusija, u središtu sumnje: Piantedosi pojašnjava

Sukobi u Milanu, Rusija, u središtu sumnje: Piantedosi pojašnjava

Sukobi u Milanu, Rusija, u središtu sumnje: Piantedosi pojašnjava

Gli scontri a Milano sollevano interrogativi sulle modalità di coinvolgimento dei giovani e su una possibile regia dietro i saccheggi. Il Viminale esclude, al momento, evidenze concrete di legami con la Russia.

Nakon što sukobi e i saccheggi dello scorso fine settimana, Milano rafforza le misure di sicurezza in vista di nuove possibili tensioni. Intanto, il ministro Piantedosi interviene sui sospetti legami con la Rusija, precisando che al momento non ci sono prove concrete, mentre proseguono le indagini sul ruolo dei social nell’organizzazione delle violenze.

Milano, arrivano 500 militari dopo gli scontri: più libertà di movimento e controlli rafforzati

I 500 militari inviati a Milano dopo le devastazioni e i saccheggi dello scorso fine settimana potranno operare con una maggiore flessibilità sul territorio. A confermarlo è stato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, al termine della riunione in Prefettura dedicata all’ordine pubblico, alla quale hanno preso parte anche il vicepremier Matteo Salvini e i rappresentanti delle forze di polizia.

«Abbiamo concordato che ci sia più mobilità sul territorio rispetto al solito», ha spiegato il titolare del Viminale. Sull’ipotesi di estendere i poteri dei militari, il cui ampliamento ha incontrato lo stop del Quirinale, Salvini ha dichiarato: «rispettiamo le decisioni di tutti». Il vicepremier ha inoltre sottolineato che i paracadutisti in arrivo da Siena conoscono già i compiti da svolgere, aggiungendo che potranno essere impiegati anche strumenti tecnologici: «ci sono anche strumenti come i droni per avere un occhio in più e un’attenzione in più".

Intanto, cresce la preoccupazione per le possibili tensioni di sabato. Il sindaco Giuseppe Sala, al termine del Comitato per la sicurezza, ha parlato del rischio di nuove manifestazioni con la presenza di soggetti già coinvolti nelle proteste precedenti, oltre a gruppi anarchici e oppositori.

Scontri a Milano, Piantedosi esclude prove di legami con la Russia: indagini aperte

A destare interrogativi tra investigatori, intelligence e autorità giudiziaria è soprattutto la natura degli episodi violenti. Piantedosi ha escluso, allo stato attuale, riscontri concreti su eventuali collegamenti internazionali: «non c’è ancora nessuna evidenza di legami con la Francia e con la Rusija». Il ministro ha descritto quanto emerso dalle prime analisi come un fenomeno senza precedenti, definendolo «assolutamente nuovo, inedito insidiosissimo, molto fluido» e privo di riferimenti riconoscibili alle tradizionali organizzazioni antagoniste.

Le indagini si concentrano, in particolare, sull’apparente contrasto tra la partecipazione spontanea di alcuni giovani e l’efficacia con cui sarebbero stati coinvolti nelle devastazioni. Secondo quanto riferito dal ministro, alcuni ragazzi interrogati sarebbero apparsi persino inconsapevoli della portata delle proprie azioni, mentre le modalità di mobilitazione avrebbero mostrato una struttura «abbastanza solida e importante".

Al momento, tuttavia, «non c’è nessuna evidenza materiale chiara e certa» dell’esistenza di una regia dietro gli scontri. Per questo gli investigatori stanno approfondendo il possibile ruolo delle piattaforme digitali, dalle chat di Telegram ai video pubblicati su TikTok, con particolare attenzione al reclutamento e all’eventuale indottrinamento attraverso i social. Piantedosi ha anche difeso l’operato delle forze dell’ordine, ricordando che gli assalti ai negozi si sono consumati in pochi minuti e sottolineando il numero degli arresti effettuati. «Sono soddisfatto e non ho nessun rilievo da muovere alle forze dell’ordine», ha affermato, ribadendo infine che con Sala non ci sono contrasti: «abbiamo condiviso pienamente gli obiettivi che dobbiamo mettere in campo e che dobbiamo perseguire a tutela della città di Milano".

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