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I bambini contagiati dal Covid rischiano una sindrome infiammatoria rara

I dati base del pronto soccorso del Seattle Children’s Hospital e lo studio nazionale sui bambini che rischiano una sindrome infiammatoria rara

Il nuovo studio sugli effetti Covid sui bambini

I bambini contagiati dal Covid rischiano una sindrome infiammatoria rara, lo sostiene uno studio Usa che ha analizzato i dati del pronto soccorso del Seattle Children’s Hospital e che parametrandoli con quelli nazionali spiega che quella infezione è stata rilevata in quasi settemila under 15.

Ma di cosa parliamo?

I bambini che rischiano una sindrome infiammatoria: di cosa parliamo

Di un pericolo aggiuntivo per i bambini che si ammalano di Covid: potrebbero sviluppare nelle settimane successive all’infezione una condizione rara, ma grave, nota come Sindrome infiammatoria multisistemica. Negli Usa è stata segnalata in quasi 7.000 bambini e adolescenti dall’inizio della pandemia. Ci sono precisi campanelli di allarme che i pediatri ritengono possano rivelare che dopo il Covid nei bambini possano svilupparsi sintomatologie particolari.

I segnali che qualcosa non va: uno di essi è la “croup”, la tosse “abbaiante”

Eccoli: sono mal di gola, affaticamento, mal di testa, dolori muscolari, tosse secca, congestione e febbre. Ma accanto ai sintomi “canonici” del Covid ve ne sono altri che sembrano schiudere nuovi scenari diagnostici. I pediatri Usa spiegano che Omicron sta facendo aumentare i casi di croup. Di cosa parliamo? Si tratta di una malattia dell’apparato respiratorio che colpisce i bambini piccoli.

La croup innesca una tosse assai particolare, detta tosse “abbaiante” che di solito è associata a raucedine e disturbi respiratori. E i dati ospedalieri spiegano che l’incidenza è praticamente raddoppiata rispetto ai mesi precedenti la diffusione di Omicron.

Il vero tallone di Achille degli under 5: l’impossibilità di vaccinarli

Insomma, la Omicron è si più “leggera” ma porta con sé un “carico” di effetti secondari che a volte si canonizzano come sindromi a sé stanti.

Gli studi condotti sembrano dimostrare che il Covid continua a colpire i bambini in modo più lieve rispetto agli anziani. Tuttavia c’è un tallone di achille in termini terapeutici: è quello della impossibilità di sottoporsi al vaccino al di sotto dei 5 anni di età. Da una ricerca statunitense che è stata condotta utilizzando un database nazionale di cartelle cliniche elettroniche, emerge che “il rischio di ricovero per i bambini non vaccinati, che si è verificato dopo la diffusione di Omicron, era un terzo rispetto a quello che si è registrato durante l’ondata di variante Delta”.

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