I COME del Referendum del 12 e 13 giugno | Notizie.it
I COME del Referendum del 12 e 13 giugno
Cronaca

I COME del Referendum del 12 e 13 giugno

Referendum ossia la consultazione diretta dell’elettorato (art. 75 della Costituzione) , ossia SI o NO per abrogare leggi ordinarie con un quorum, del 50% più uno degli aventi diritto al voto e non di chi si reca alle urne. Ma… come si realizza un referendum? La richiesta deve essere corredata da almeno 500.000 firme di cittadini maggiorenni racconte in un tempo di 90 giorni e presentata alla Corte di Cassazione che ne valuta conformità e convalida le firme. Segue intervento della Corte Costituzionale che ne giudica l’ammissibilità.

Si vota quindi domenica 12 (dalle 8 alle 22) e lunedì 13 dalle 7 alle 15 .
Sono 4 le schede di questa consultazione di altrettanti colori: GIALLA e ROSSA per la privatizzazione dei servizi pubblici e del servizio idrico, GRIGIA per l’abrogazione delle norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare, VERDE per l’abrogazione del legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale.
Quindi documento di riconoscimento e tessera elettorale alla mano anche per i fuorisede e agevolazioni anche per le persone con disabilità .

Negli ultimi 14 anni, l’Italia non ha di che vantarsi a proposito di consultazioni dirette.

Non validi sono stati i REFERENDA (usiamo il plurale corretto) del 1997, in materia di privatizzazione, obiezione di coscienza, caccia, magistratura, ordine dei giornalisti e istituzione del Ministero per le Politiche Agricole; del 1999 (per pochi punti) l’abolizione della quota proporzionale nelle elezioni alla Camera; del 2000, per l’eliminazione del rimborso delle spese elettorali, abolizione del voto di lista per l’elezione dei membri togati del CSM, separazione delle carriere dei magistrati, abrogazione art. 18 dello statuto dei lavoratori, abolizione di trattenute in busta paga o pensione della quota volontaria di adesione a sindacato o associazione di categoria attraverso un patronato e secondo tentativo per l’abolizione della quota proporzionale nelle elezioni alla Camera; del 2003 per l’estensione a tutti i licenziati senza giusta causa del diritto di reintegro nel posto di lavoro e per l’abrogazione dell’obbligo di servitù coattiva di elettrodotto; del 2005 per l’abolizione dei limiti di ricerca sugli embrioni, all’accesso alla procreazione assistita e alla fecondazione eterologa e del 2009 l’assegnazione del premio di maggioranza alla lista più votata e non alla coalizione e l’impossibilità di candidarsi in più circoscrizioni.

Due sono stati i Referenda costituzionali nella storia d’Italia: il 2 giugno 1946 con la fine del Regno d’Italia e la nascita della Repubblica e il 25 e 26 giugno 2006 con la maggioranza dei votanti che ha respinto la riforma costituzionale inerente cambiamenti nell’assetto istituzionale nazionale della seconda parte della Costituzione italiana. A differenza dei referendum abrogativi, per i referendum costituzionali non è necessario il raggiungimento di un quorum .

Eppure l’Italia è stata platea di riforme epocali: nel 1974 si conferma l’istituzione del divorzio; nel 1981 la legge 194 sull’aborto, nel 1987 si conferma la posizione contro il nucleare; nel 1993 si abolisce il finanziamento pubblico ai partiti.

Comunque la si pensi si tratta di un esercizio della sovranità popolare e pare che pioverà, nonostante quanto cantava Giorgio Gaber.

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