Doveri, ruoli e compiti di uno scudiero nell'antichità e nel Medioevo
I doveri di uno scudiero
Storia

I doveri di uno scudiero

scudiero

Sia nell'antichità che nel Medioevo, il termine scudiero aveva due diversi significati: valletto delle armi e allievo cavaliere.

Nel Medioevo con il termine scudiero si intendeva un giovane appartenente per lo più alla classe nobile, che accompagnava un cavaliere, prendendosi cura di lui, delle sue armi, scudo compreso, e del suo cavallo. Così, un giorno, lui stesso sarebbe diventato un cavaliere. Si trattava quindi di una sorta di assistente, che doveva fare pratica per poter raggiungere il tanto aspirato traguardo, così ambìto ed esclusivo tra i giovani della nobiltà. Quello dello scudiero era un ruolo che seguiva un iter ben preciso, che cominciava già negli anni dell’infanzia e della pre-adolescenza in cui i giovani erano dei paggi, per poi diventare scudieri sin dall’età dei 14 anni. I doveri cui doveva adempiere lo scudiero dipendevano dal luogo in cui viveva e dal cavaliere che assisteva. Alcuni scudieri avevano, infatti, delle specifiche responsabilità e titoli.

Compiti di uno scudiero

Tra le diverse tipologie di scudieri, possiamo citarne alcune:

Scudieri di tavolo: erano quelli nella fase iniziale del percorso.

I doveri principali erano quello di vestire il cavaliere nelle sue attività quotidiane e quello di servirlo durante i pasti.

Lo scudiero armato: per diventarlo occorreva seguire un apprendistato che andava dai 13 ai 18 anni. Tra i suoi doveri principali: accompagnare il cavaliere in guerra e assisterlo nei suoi bisogni e nell’armatura.

Tra i doveri generali di uno scudiero occorre ricordare una serie di compiti svolti dallo stesso, che andavano, non solo dalla cura del cavallo del cavaliere al servire a tavola, ma anche dal portare messaggi ad accompagnare il cavaliere ai tornei o in guerra e sorvegliarlo durante il sonno.

Il ruolo preferito era quello di “scudiero del corpo”, che consisteva nell’accompagnare il signore in guerra e guadagnarsi la sua fiducia.

Sia nell’antichità che nel Medioevo, il termine scudiero aveva due diversi significati: uno con cui si intendeva il valletto delle armi, che si occupava di portare armi e scudo del signore in guerra; l’altro che indicava invece lo scudiero nobile, ovvero l’allievo cavaliere, un giovane della nobiltà che prestava servizio per un cavaliere provetto.

Apprendeva così l’uso delle armi e del cavallo, per diventare, a sua volta, un cavaliere. In seguito, la parola scudiero passò ad indicare una vera e propria carica: quella di un gentiluomo di corte che curava le scuderie reali. Viene indicato anche con il termine “cavallerizzo”. Questa carica è tuttora in vigore presso le corti attuali dove, oltre al Grande Scudiere, esistono dei ruoli di ordine inferiore.

Compiti speciali

Oltre ai consueti doveri, gli scudieri dovevano arrivare ad avere le caratteristiche di un cavaliere, ovvero conoscere le regole dell’araldica e della cavalleria, dimostrare coraggio e abilità nel sopportare difficoltà di ogni genere, come il freddo, il caldo, la fame e la stanchezza. Dovevano inoltre saper condurre i cavalli, usare le armi, essere veloci, atletici e leader. Per essi era fondamentale anche conoscere le regole della corte ed essere colti e istruiti. Per questo motivo studiavano la musica, la danza e l’etichetta.

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