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“I Figli Dell’Ultimo Banco”, Augustin D’Humieres

C’è un che di negativo nel libro di Augustin D’Humieres, una sorta di spiacevole resoconto, prontamente raccolto dall’autore all’interno de “I figli dell’ultimo banco“, edito Piemme.

Augustin D’Humieres intende porsi, con occhio critico e sincero, nei panni dei professori, evidenziando come, nell’attuale sistema scolastico, riescano a trovare spazio quasi unicamente gli insegnati più compiacenti e conformisti. Perché in fin dei conti, sostiene l’autore, i ragazzi svogliati sono l’ultimo dei problemi.

Ciò che invece più lo demoralizza è il fatto di sentirsi considerato come un granello di sabbia all’interno di un delicato ingranaggio, oggetto di burla da parte di presidi e, purtroppo, spesso costretto a subire le ire dei genitori, spesso disposti a mascherare la negligenza dei propri figli con grida e plateali scenate in pubblico.

Un sistema rivoltante, che spesso vede costretti gli insegnanti a “svendere” la propria materia, la disciplina per la quale si sono applicati con sacrifici e passione, per poi ritrovarsi a svolgere la poco gratificante mansione di “tappa-buchi”, andando a rimpiazzare professori assenti e adattandosi a materie non proprie.

I figli dell’ultimo banco” è un libro molto attuale, che riflette attentamente sull’odierna situazione scolastica e sulla necessità di una maggiore sensibilizzazione nei confronti della cultura e del desiderio di apprendimento.

Augustin D’Humieres insegna lettere classiche in un liceo di periferia dell’Île-de-France.

I figli dell’ultimo banco” è il suo primo libro.

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