I giochi online valgono sei miliardi, creando un nuovo problema sociale : la “dipendenza senza droga” | Notizie.it
I giochi online valgono sei miliardi, creando un nuovo problema sociale : la “dipendenza senza droga”
Economia

I giochi online valgono sei miliardi, creando un nuovo problema sociale : la “dipendenza senza droga”

Una recente agenzia ha dichiarato che il nostro paese ha avuto un fatturato di 3,5 miliardi nel solo 2009 nei giochi online effettuati in Italia. Queste, secondo le prime stime attuate attraverso un sondaggio condotto dagli operatori del settore dei giochi in rete, potenzialità che si appresta a fare il suo esordio sotto l’egida di Aams (amministrazione autonoma dei monopoli di stato).
Infatti, nei primi sei mesi del 2010 il mercato ha registrato un movimento economico di due miliardi di euro e nel 2011 la raccolta del cash game sembra destinata a superare, o meglio, quasi a raddoppiare le cifre previste dagli esperti del compartimento, si prevede un’accelerazione nel settore dal secondo semestre in poi. L’intero mercato italiano dei giochi on line dovrebbe valere circa 6 miliardi di euro per tutto il 2011.
L’associazione CODICI a tal proposito lancia un grido d’allarme poiché si rileva un incremento del gioco d’azzardo nei giovani e nei disoccupati.
«Apprendiamo dagli organi di stampa che i dati che si riferiscono al tasso di disoccupazione tra i giovani è fortemente in aumento.

Il dato è preoccupante – commenta il Segretario Nazionale del CODICI Ivano Giacomelli -. Purtroppo quando il tasso di disoccupazione cresce, il rischio di incappare nel fenomeno del gioco d’azzardo e di cadere nelle mani dei “cravattari” è davvero dietro le porte. I giovani giocatori sono tantissimi. Secondo la recente indagine del Nomisma il 55%della popolazione italiana con più di quindici anni (28 milioni d’italiani) ha giocato almeno una volta».
L’associazione Codici nel corso dei suoi programmi di prevenzione nelle scuole contro il gioco ha colto alcuni dati che si riferiscono alla tendenza dei giovani al fenomeno. I ragazzi arrivano a spendere una media di10 euro a settimana e lo fanno per i più svariati motivi: per noia, per sfidare la sorte, per avere più soldi da spendere nel fine settimana e per avere la possibilità di acquistare abiti firmati e oggetti super tecnologici.
Come dice la sociologa dell’associazione Codici Monia Napolitano, «per i più grandicelli invece le esigenze sono diverse in questi casi subentra la voglia di andare a vivere da soli o con la fidanzata, avere un mezzo di trasporto, pagare le tasse universitarie, uscire con gli amici e rendersi indipendenti. E in questi casi è facile cadere nella morsa dell’usura la così detta usura “fai da te”, in quella tipologia di strozzino che frequentemente lavora da solo, agisce nel quartiere o nel luogo del lavoro e fa leva sul rapporto fiduciario con la vittima».
Inoltre si rileva che il gioco d’azzardo rientra nella sfera della patologia ed è considerata una delle prime forme di “dipendenza senza droga”, studiata dalla psicologia e dalla psichiatria e dai mass media, fino ad arrivare al punto che si parla delle conseguenze sulla salute ed in particolare sull’equilibrio mentale che questo tipo di problema è in grado di produrre.
Come dice lo Psicologo Diego Polani, docente di Psicologia dello Sport per la Federazione Italiana Nuoto, che «nella ludo dipendenza il vero senso del gioco, attraverso cui si può costruire e scoprire il Sè – quello che vuol dire libertà, creatività, apprendimento di regole e ruoli, sospendendo le conseguenze reali – viene completamente ribaltato per trasformare la cosiddetta “oasi della gioia” in una “gabbia del Sé”, fatta di schiavitù, ossessione, ripetitività».
Il gioco d’azzardo, praticato in tutte le sue forme, sta aprendo una strada che porta a una nuova forma di povertà, inaudita a livello etico e morale. Un tempo lo Stato aveva messo dei paletti che delimitavano il gioco fino a renderlo quasi impossibile da praticare a livello di massa, oggi è molto praticato diventando una piaga sociale che spalanca le porte a una depressione dei ceti deboli che cercano in qualche modo una valvola di sfogo che li sta depauperando sempre di più. Infatti, sono moltissime le persone che cadono nella trappola del gioco, che sia svolto nelle sale o online, evidenziando un quadro sociale preoccupante al quale è difficile fare fronte.
Un operatore della Caritas ha evidenziato che «la maggior parte di chi bussa alla nostra porta ci chiede un aiuto finanziario, soprattutto per pagare la bolletta della luce o dell’acqua. Spesso sono persone che hanno contratto debiti e devono restituire enormi somme di denaro a tassi d’interesse esorbitanti. Altre soffrono invece di disturbi mentali o hanno problemi relazionali con le proprie famiglie. Anche la violenza domestica è un problema molto sentito. Le tipologie di persone che ci richiedono un aiuto sono molto diversificate. Molti hanno bisogno di servizi di consulenza per problemi sociali o psicologici, mentre i tossicodipendenti o le persone afflitte da gravi problemi di alcolismo o gioco d’azzardo hanno la necessità di essere inseriti in un programma di riabilitazione… Il problema della povertà è molto complesso. È non è soltanto una questione economica».

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