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I Global Standard entrano nell'agenda del G20
Economia

I Global Standard entrano nell'agenda del G20

Dopo il via libera dell’Ocse, i Global standard entrano nell’agenda del G20 che il 4 e 5 giugno si riunisce nella Corea del Sud con i ministri finanziari. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, nella conferenza stampa conclusiva della riunione ministeriale Ocse a Parigi.

“Tutti i governi Ocse hanno acconsentito su questo tema che entra anche nell’agenda del G20 a partire dalla settimana prossima”, ha detto Tremonti senza voler fare previsioni sui prossimi sviluppi. L’organizzazione parigina ha approvato ieri una dichiarazione comune costituita da dieci principi che compongono i Global standard: il nuovo set di regole internazionali per l’economia mondiale post crisi che, nelle intenzioni del ministro, non si devono limitare solo agli aspetti tecnici e finanziari ma devono allargarsi anche sul piano etico.

I DIECI PUNTI

Il primo punto indica la “cornice etica” a cui si ispirano i dieci principi. Il secondo condanna le pratiche anticoncorrenziali, il terso stabilisce che “il governo societario dovrebbe promuovere il rispetto del primato della legge”. Il punto 4 mira all’ambito della comunicazione aziendale, che dovrebbe poggiarsi su “una effettiva trasparenza”. Il quinto dice che le “strutture societarie non dovrebbero essere usate a fini illeciti”. Il sesto auspica come opportune misure di prevenzione contro la corruzione (soprattutto per quanto concerne le operazioni economiche internazionali). Il punto 7 definisce come una “grave minaccia” il riciclaggio di capitali.

L’ottavo principio invoca la trasparenza nell’attività di lobby. Il nono dice che gli assetti regolamentari delle attività societarie dovrebbero “generare vantaggi che ne riducano i costi”. Il decimo punto valorizza “l’istruzione finanziaria e la tutela dei consumatori”, come pure una maggiore responsabilità da parte delle banche nell’intermediazione con i clienti.

“I mercati sono globali ma le regole sono locali, i mercati sono internazionali ma la legislazione è nazionale. Questa asimmetria deve essere rimossa”, ha detto ancora Tremonti. “Se uno legge Adamo Smith si rende conto che le regole non sono un costo, troppe regole sono un ostacolo, ma alcune regole sono un investimento”. Ai lavori hanno partecipato anche le organizzazioni internazionali di imprese e sindacati, Biac e Tuac. “Ieri Benjamin Netanyahu, primo ministro israelinao, ha citato Karl Marx, questa mattina lo abbiamo fatto anche noi. Forse, vedendo che le organizzazioni sindacali e le imprese convergono su uno stesso testo, credo che anche lui sarebbe sorpreso dal risultato raggiunto”, ha continuato Tremonti.

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