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I raggi X dei polmoni di pazienti covid mostrano le differenze fra vaccinati e non vaccinati

I raggi X dei polmoni di pazienti covid mostrano le differenze fra vaccinati e non vaccinati: le radiografie di questi ultimi sono davvero allarmanti

La radiografia polmonare di una persona positiva al covid ma vaccinata

I raggi X dei polmoni di pazienti covid mostrano le differenze fra vaccinati e non vaccinati, e non si tratta di differenze da poco. Lo illustra bene una spiegazione che, a corredo delle due tipologie di radiografie, ha dato a Fox29 il dottor Ghassan Kamel, direttore dell’unità di terapia intensiva medica presso l’ospedale SSM Health Saint Louis University.

La comparazione fra i raggi x relativi due tipi di pazienti rende molto bene l’idea dell’efficacia dei vaccini nell’arginare un decorso severo del Covid-19. 

Le differenze fra i raggi X su polmoni vaccinati e non: che tipo di pazienti vanno in terapia intensiva

E il dottor Kamel, nello spiegare questa efficacia, è partito da un assunto statistico: la più parte dei suoi attuali pazienti in terapia intensiva non è vaccinata e di essa molti pazienti hanno “tra i 20, i 30 e i 40 anni e non hanno mai avuto problemi medici o anamnesi significativi.

Stiamo vedendo individui giovani e sani che si ammalano in maniera così severa da essere in terapia intensiva”. E dalla comparazione dei due tipi di radiografie il dottor Kenel ha notato alcuni elementi, vediamo quali: l’individuo non vaccinato presentava ampie zone bianco-lattiginose che indicavano l’infezione virale, una serie di sub infezioni batteriche, presenza di liquido e una “malattia polmonare più avanzata o significativa”. 

Passano per la necessità di dare ossigeno le differenze fra i raggi X su polmoni vaccinati e non

Al di là della singolarità di ogni caso il dottor Kennel ha ravvisato in quei raggi X lo standerd clinico canonico in cui ossigeno indotto e ventilazione meccanica sono necessari. Di contro, l’immagine della radiografia di un paziente covid vaccinato è più scura ed omogenea, senza pervasività di muco e con i polmoni che sono palesemente pieni d’aria, cioè della cosa di cui i polmoni di solito dovrebbero essere pieni quando sono sani o non compromessi.

I funzionari della sanità Usa sostengono che i casi in cui pazienti covid vaccinati sviluppano conseguenze polmonari severe sono limitatissimi, meno dell’1% di quelli censiti. 

Ecco le differenze fra i raggi X su polmoni vaccinati e non: l’appello del dotto Kamel

E nello specifico del St Louis Hospital il dottor Kamel è stato ancora più benevolmente drastico: lui e il suo team di terapia intensiva non hanno mai ricevuto pazienti covid vaccinati, il che vuol dire che i pazienti covid vaccinati del comprensorio non hanno mai avuto bisogno della terapia intensiva. Ha spiegato il medico: “Stiamo vedendo molti pazienti che sono malati e finiscono in terapia intensiva e rimpiangono di non aver ricevuto il vaccino. Perciò esorto i giovani e le persone sane: se avete il vaccino a vostra disposizione per favore fatevi vaccinare. Gli ospedali si stanno riempiendo di nuovo. Stiamo vedendo molti giovani pazienti in terapia intensiva. Vorremmo impedirlo e abbiamo un modo per impedirlo, ovvero il vaccino”.

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