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I rider sono lavoratori dipendenti, svolta dell’Unione Europea: cosa cambia ora in Italia

Svolta dell'Unione Europea. I rider sono lavoratori dipendenti a tutti gli effetti e i colossi delle consegne dovranno assumerli regolarmente.

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Svolta dell’Unione Europea. I rider sono lavoratori dipendenti a tutti gli effetti e i colossi delle consegne dovranno assumerli regolarmente.

I rider sono lavoratori dipendenti, svolta dell’Unione Europea: cosa cambia ora in Italia

Mercoledì 8 dicembre la Commissione europea varerà il pacchetto lavoro e i rider dovranno essere assunti regolarmente, visto che sono a tutti gli effetti considerati lavoratori dipendenti subordinati delle piattaforme digitali.

La direttiva cambierà il destino dei lavoratori del settore in Italia e in Europa. Si parla di 1,5 milioni di persone che lavorano per colossi come Glovo, JustEat, Deliveroo e UberEats. JustEat applica ai rider il Contratto nazionale del settore della logistica, trasporto merci e spedizioni, mentre gli altri usano il contratto di Assodelivery con Ugl. Questo accordo era stato bocciato dal tribunale di Bologna che aveva chiesto un risarcimento per i 6mila rider interessati tramite un “vero contratto nazionale”. 

I rider sono lavoratori dipendenti, svolta dell’Unione Europea: il voto 

Secondo quanto riportato da Repubblica, la direttiva dovrà essere votata dal parlamento Europeo e dal Consiglio e diventerà una vera e propria legge. Il rider sarà considerato dipendente in base ad alcune caratteristiche: per esempio se non corre il rischio d’impresa o se non decide i prezzi dei prodotti. L’assunzione comporterà diverse tutele, come la previdenza. La direttiva non prevede l’obbligo di un contratto a tempo determinato, quindi i limiti temporali saranno stabiliti in base alle norme nazionali.

Per esempio, in Italia il tempo determinato non può superare i tre anni. Un altro provvedimento riguarderà l’uso di algoritmi per valutare e programmare le consegne. Quel sistema serve anche a giudicare il lavoratore, ma gli algoritmi potranno essere resi pubblici dalle piattaforme. Questo dimostra che i rider non svolgono un’attività autonoma, ma sono monitorati e valutati da terzi. 

I rider sono lavoratori dipendenti, svolta dell’Unione Europea: il riconoscimento

Il riconoscimento del lavoro dipendente dei rider è già avvenuto in Francia, Germania e Spagna. In Italia, la Cassazione ha stabilito che con il Jobs Act dovrebbero essere applicate forme di tutela tipiche della subordinazione. Lo scorso ottobre, il tribunale di Milano ha condannato per caopralato il colosso Uber. Il giudice ha imposto un risarcimento per 44 fattorini e il tribunale ha disposto di convertire per la causa il sequestro di 500mila euro in contanti avvenuto durante l’indagine sugli intermediari di Uber che si occupavano dei rider che lavoravano tra Milano, Torino e Firenze. I fattorini erano migranti provenienti da Mali, Nigeria, Costa d’Avorio, Gambia, Guinea, Pakistan e Bangladesh. Per il lavoro ricevevano compensi sotto la media e venivano ricattati. Negli ultimi tre anni i rider sono raddoppiati. Nel 2018 erano 695mila, mentre oggi sono 1,5 milioni.

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