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I russi costringono 70 fra medici e pazienti a lasciare l’ospedale di Mariupol

Non solo civili presi in ostaggio e bombardamenti massicci, ora i russi costringono 70 fra medici e pazienti a lasciare l’ospedale di Mariupol

Un piccolo paziente di Mariupol

I soldati russi costringono 70 fra medici e pazienti a lasciare l’ospedale numero 2  di Mariupol, quello di ostetricia che si trova ubicato sulla riva sinistra del fiume Kalmius. La terribile denuncia su quanto starebbe accadendo è stata postata su Telegram ed arriva dall’ufficio del sindaco della città martire nel sud dell’Ucraina. 

Via dall’ospedale: i russi costringono 70 fra medici e pazienti 

In buona sostanza forze russe avrebbero obbligato più di 70 persone, fra donne ricoverate e personale medico e paramedico, a lasciare l’ospedale di ostetricia. Il post su Telegram è stato rilanciato in queste ore dallo stesso Moscow Times. E dove sarebbero andate a finire quelle persone evacuate? Sempre secondo qunto riferito dall’ufficio del sindaco di Mariupol sarebbero state deportate in Russia

Deportazioni sospette e civili in ostaggio

Solo pochi giorni fa, il 9 marzo, un reparto di maternità di Mariupol era finito nel mirino dei bombardamenti russi che avevano spiegato come in quello spot vi fossero asserragliati effettivi del reggimento Azov.

Poi erano arrivare le segnalazioni e le denunce sulle deportazioni, con oltre 20mila residenti di Mariupol che sarebbero stati costretti, “contro la loro volontà”, a sfollare in Russia. In tutto, questo fino a pochi giorni fa, erano almeno 400 i civili sequestrati dall’esercito russo in un ospedale di Mariupol. In quel caso la denuncia era arrivata dal governatore della regione di Dontetsk Pavlo Kyrylenko. “I russi hanno trascinato all’ospedale 400 persone dalle case vicine e non possono andarsene”.

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