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I sette anni di Legrottaglie: La Juve mi ha reso uomo

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Ieri Nicola Legrottaglie ha festeggiato il suo settimo anniversario dall’esordio in maglia bianconera, avvenuto il 3 agosto 2003, allorchè al Giants Stadium di East Rutherford, in New Jersey, la Juve vinse la Supercoppa italiana contro i diavoli rossoneri. E sentito è il ricordo del difensore pugliese in una luna intervista a Juventus Channel: “Sette anni con questa maglia… per un calciatore, vestire così a lungo una casacca tanto prestigiosa è il massimo – spiega Legrottaglie -. Quella giornata fu bellissima, perché alzai per la prima volta una coppa e anche perché, con un mio inserimento, permisi a Trezeguet di segnare il gol del pareggio. Fu un buon inizio. I momenti più difficili arrivarono in seguito, ma sono serviti a crescere. Oggi sono un’altra persona rispetto ad allora e il merito è anche della Juve che mi ha accolto e trattato come un figlio, facendomi diventare un uomo.

ritorno al futuro, dopo il tuffo nel passato, un futuro che dice Shamrock e intende Europa – È stata una settimana un po’ tribolata, ho avuto la febbre, il raffreddore, la tracheite…di tutto insomma. Ora però sto meglio e per giovedì penso di essere a disposizione. Non so se giocherò dall’inizio, deciderà il mister. Se accadrà ne sarò ben lieto, altrimenti attenderò le prossime partite. – il panegirico del nuovo mister Del Neri – Come ho già detto più volte, il mister è l’uomo giusto al momento giusto. Se lo seguiremo potremo solo fare bene, ma dipende da noi – prosegue Legrottaglie -. Se un giocatore non crede nel progetto di un allenatore e di una società, è come portarsi un peso da 50 chili attaccato alla gamba, ma se invece si crede allora il peso è molto più leggero.

Io, personalmente, credo molto nei metodi di Del Neri e nel suo modo di lavorare. – alla Juve aria nuova dopo il disastro della scorsa stagione – Se si respira un’aria diversa? È quasi naturale dopo lo scorso anno: quando si prende una “facciata” contro il muro, si ritrova l’umiltà. Noi lo scorso anno abbiamo preso una bella batosta e ora abbiamo il giusto atteggiamento per ripartire. – chiudendo una battuta sul ritorno nel calcio del “divin codino”, Roberto Baggio – Sono convinto che uno dei mali di questo secolo sia l’ignoranza, per cui, quando in un ambiente arriva una persona che già lo conosce, le cose non possono che migliorare. Baggio è stato un grande campione, conosce il calcio e potrà portare sviluppi positivi al nostro mondo.

Sarà fondamentale lavorare sui giovani e sulle famiglie, per avere in futuro gente di spessore non solo tecnico, ma anche morale”.

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