I videogiochi e la dipendenza - Notizie.it
I videogiochi e la dipendenza
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I videogiochi e la dipendenza


” Non c’era una sola cosa contro la quale puntare il dito, quando mi sono reso conto di essere dipendente dai videogiochi. C’erano dei segnali lungo il percorso: le notti in bianco sostenuto da tortillas e Mountain Dew, lunghe ore spese lontano dalla mia famiglia ed evitando gli amici per arrivare al livello successivo di Call of Duty o per finire una pessima stagione in Madden e ricostruire. Ho speso più tempo parlando con mio fratello attraverso le cuffie che di persona. Viviamo a tre isolati di distanza.

Un passatempo come quello dei videogiochi diventa un’ossessione quando si iniziano a comprare periferiche (come cuffie e tastiere, che io ho entrambe) e si inizia a cercare videogiochi online. Quando si arriva al punto di aver bisogno di sapere come il giocatore numero uno di Modern Warfare sia stato arrestato, solo per trovare una soluzione al videogioco a lavoro, allora si ha la fase iniziale del problema.

I videogiochi non dovrebbero essere un argomento di conversazione quando si esce a bere qualcosa con gli amici. Organizzare il fine-settimana intorno a un Double XP è stupido. E, per quanto mi piaccia tutto questo, dirò che aggiornare il televisore e il sistema audio per potervi immergere completamente nel gioco è un altro segnale che avete bisogno di staccare la spina.

Non c’era una singola cosa alla quale dare la colpa, nessun episodio eclatante da riferire, quando ho ammesso di aver toccato il fondo. Anzi, mi azzarderei a dire di non aver toccato il fondo. Non ho perso tutto e non mi è costato il lavoro, benché debba ammettere che ho perso parecchi giorni di lavoro, trascorsi con l’aiuto di una bella tazza di caffè e parecchie pillole per l’emicrania (per alleggerire la stanchezza dei miei occhi), giocando a Grand Theft Auto IV o a Resident Evil 5. No, è stata una serie di cose a farmi capire che avevo un problema.

Sono stati i 14 chili che ho messo su da quando ho acquistato la PlayStation. E’ stato il colorito pallido e la mancanza di tempo trascorso all’aria aperta. E’ stato il crescente desiderio di andare a fare una partita di basket vera, di andare a caccia e sparare con un fucile vero e di passare del tempo con mia moglie.

Gioco ancora con i videogiochi, ma non come un anno fa. Ho attività da svolgere. Mi concedo tempo per giocare, quando ho finito di occuparmi delle faccende domestiche e non permetto che interferisca con la mia vita. Naturalmente quei giorni sono contati lo stesso, e non vedo l’ora che arrivi quel giorno, dopo aver giocato l’ultima volta. E quel giorno è arrivato: con le notizie che le grandi compagnie di videogiochi impediranno agli utenti di comprare giochi usati, eviterò di farmi coinvolgere dalla nuova generazione di console. Rimarrò fedele alla mia PlayStation 3 e, prima o poi, smetteranno di fare videogiochi per questa console.

Mi stuferò dei giochi che ho e troverò altre cose da fare per passare il tempo. E’ una triste fine per quello che è stato per tanti anni un gradevole passatempo, ma spero anche l’inizio di uno stile di vita molto più salutare. “

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