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Ancora alla ricerca di Igor. Somiglianza con un badante provoca panico

In un paese in provincia di Rovigo un badante somigliante a Igor il russo porta il panico nel paese. Ma è un falso allarme.

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Igor il latitante

In un Paese come l’Italia, pieno di latitanti mafiosi che si nascondono nei posti più improbabili, non dovrebbe far paura un latitante in più. D’altronde se Provenzano mandava ancora ordini tramite pizzini nonostante la latitanza, cosa potrà mai fare Igor il russo durante la sua fuga? Eppure tutti sono ancora con le orecchie tese alla ricerca del fuggiasco.

Igor Vaclavic è un uomo di 41 anni, di origini russe che vive clandestinamente in Italia da 10 anni. Igor ha sulla fedina penale sia furti che omicidi ed è in particolare per quest’ultimi che tutti lo temono. Ha ucciso Davide Fabbri, un tabaccaio che tentava di rapinare, e Valerio Verri, una guardia zoofila che lo aveva avvistato in fuga. Dal primo omicidio è passato più di un mese e da quel momento in poi Igor è un’ombra introvabile.

Il sosia

Ci spostiamo ora in un piccolo paesino in provincia di Rovigo. Siamo a Polesella, un paese di 4 mila anime, e come tutti i paesi piccoli si mormora sempre. In questo paese, però, il mormorio si era fatto particolarmente intenso e fastidioso, come il ronzio di tante vespe. Qualcuno – quando parte una voce non si sa mai chi l’abbia fatta partire – aveva visto in uno dei badanti che vivevano nel paese delle somiglianze con Igor il latitante.

Un vecchietto del paese aveva come badante un signore straniero, dai tratti dell’est Europa. Chissà chi avrà trovato nel povero badante i tratti somatici di Igor e avrà dato il via al terrore generale. Sì, perché da un piccolo dubbio si è svegliato un vespaio: tutto il paese parlava del tale vecchietto che aveva avuto come badante Igor il russo. Inutili gli sforzi della famiglia di placare la situazione: c’era sempre qualche nuova voce che confermava le dicerie.

Il panico da allucinazioni

La storia si spera sia conclusa. La nuora dell’anziano ha fatto pubblico annuncio sui social: “Il badante che è stato da mio suocero non era Igor il russo e i carabinieri non sono mai venuti a interrogarci“. Più chiaro di così…! Con un annuncio così chiaro e plateale si spera si plachi il panico generale, che stava trascolorando nella curiosità morbosa. Alcuni curiosi venivano addirittura “in pellegrinaggio” dai paesi accanto per riuscire a sapere dalla fonte se fosse vero oppure no. In verità in queste situazioni non si riesce a distinguere il panico dalla curiosità malata. Quante di queste persone chiedeva se fosse vero per tutelarsi e guardarsi le spalle? E quanti, invece, volevano fregiarsi del prezioso titolo di “persona che ha visto da vicino una volta Igor il russo”?

L’abitudine della tv

I programmi televisivi degli ultimi anni ci hanno abituati ad avere informazioni “delicate” a qualsiasi ora del giorno. Nel caso si tratti di omicidio tutti possono diventare investigatori, medici legali e giudici e tutto nello stesso momento (come accadde, per esempio, con l’omicidio Garlasco). Nel caso di Igor il latitante tutti sono diventati esperti poliziotti, custodi di preziosi segreti, quale ad esempio la sua esatta posizione. Il problema è che il gusto che uno prova nel guardare il programma in tv e nel sentirsi coinvolto lo porta anche in strada con sé, creando fraintendimenti e panico. Iniziamo, quindi, a distinguere cosa è necessario e cosa è eccessivo. E’ necessario tenersi informati, stare attenti e comportarsi da cittadini responsabili. E’ eccessivo confidare più in voci di paese che nelle parole dei diretti interessati solo perché “così può essere”.

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