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Ikram Nazih chi è: la studentessa italo-marocchina in carcere dopo un post Facebook sul Corano

Ikram Nazih è una giovane donna italo-marocchina imprigionata in Marocco per un post che ha condivido su Facebook. Scopriamo meglio la sua storia

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Ikram Nazih è una ragazza nata in Italia da famiglia marocchina che è stata incarcerata nel suo Paese natale per un post riguardante il Corano che ha condiviso sul suo profilo di Facebook. Scopriamo qualcosa di più sulla giovane donna.

Ikram Nazih: chi è?

Ikram Nazih è nata in Italia da una famiglia di origine marocchina 23 anni fa.

Ha passato la sua vita a Vimercate, una cittadina in provincia di Monza. Da un paio di anni però vive in Francia, a Marsiglia, dove si è trasferita per studiare Giurisprudenza.

Proprio quando si trovava in Francia è successo ciò per cui è stata arrestata nel 2021 in Marocco.

Ikram Nazih: il post su Facebook

La causa del procedimento e dell’incarcerazione di Ikram sarebbe un post su Facebook che la ragazza ha pubblicato nel 2019.

In questo post, che per l’altro era già abbastanza famoso, vi era una certa ironia rivolta a un versetto del Corano, che veniva definito il “versetto del whiskey”.

Ikram aveva dopo poco tempo cancellato questo post, anche a causa dei molti commenti negativi che aveva ricevuto. Ma un’associazione islamica aveva già visto il post e aveva denunciato la ragazza per blasfemia.

Ikram Nazih: l’incarcerazione in Marocco

La questione sembra essere terminata con la cancellazione del post dal profilo Facebook di Ikram.

Ma lo scorso 20 giugno la ragazza atterra a Casablanca per passare le vacanze estive con la famiglia. Non fa in tempo a uscire dall’aeroporto marocchino che viene fermata e portata in carcere, accusata di avere offeso pubblicamente l’Islam.

La vicenda è stata portata alla luce dal Deputato della Lega Capitanio, che ha chiesto l’intervento dello Stato italiano per far rilasciare la ragazza, imprigionata solo per aver condiviso un contenuto che le era stato mandato da altre persone.

Ikram Nazih: la pena per il suo post

La sentenza, emessa dal Tribunale di Rabat il 28 giugno, ha condannato Ikram Nazih a tre anni e mezzo di prigione e al pagamento di una multa pari a 4800 euro.

La ragazza ha ricevuto in carcere la visita del console italiano, che le ha promesso di impegnarsi per la sua liberazione. Inoltre gli avvocati di Ikram hanno proceduto alla richiesta di appello per la scarcerazione della ragazza, sperando che la prima sentenza possa essere ribaltata.

Inoltre gli avvocati e la famiglia hanno proceduto anche alla richiesta della grazia, che viene tradizionalmente concessa dal re Mohammed VI in occasione Eid al-Adha, la festa del sacrificio, che si celebra martedì 20 luglio.

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