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Il capo del dipartimento di sicurezza del Texas ammette l’errore: “La polizia sbaglia, la gente muore…”

Steven McCraw, capo del dipartimento di sicurezza del Texas, ha ammesso il fallimento degli agenti che sono intervenuti nella strage di Uvalde.

Steven McCraw

Il capo del dipartimento di sicurezza del Texas, Steven McCraw, ha ammesso pubblicamento l’errore e il fallimento degli agenti che sono stati chiamati ad intervenire per fermare la strage di Uvalde.

Il capo del dipartimento di sicurezza del Texas ammette l’errore: “La polizia sbaglia, la gente muore…”

Steven McCraw, capo del dipartimento di pubblica sicurezza del Texas, ha ammesso il fallimento degli agenti nell’intervento per fermare il massacro della scuola elementare di Uvalde. “Abbiamo preso la decisione sbagliata. Non abbiamo scuse per gli errori che abbiamo fatto” ha dichiarato. Tra la chiamata ai soccorsi e l’intervento della squadra tattica sono trascorsi 90 minuti. McCraw ha ceduto alla commozione e ha ammesso durante la conferenza stampa il fallimento della polizia nel rispondere alla strage della scuola elementare Robb da parte di Salvador Ramos.

Il capo della sicurezza ha dovuto interrompere il discorso per trattenere le lacrime. La verità è che ancora oggi non è possibile sapere se i bambini erano vivi o morti quando gli agenti sono arrivati sul luogo della strage. Gli agenti hanno aspettato più di un ora per fare irruzione nelle due aule comunicanti, la 111 e la 112, dove l’assassino era chiuso con studenti e maestre.

La ricostruzione della strage

Alle 11 Salvador Ramos è scappato da casa della nonna dopo averle sparato in testa. Quasi mezzora dopo è finito con la vettura in un fosso vicino alla scuola elementare, è uscito dal lato passeggero con giubbotto antiproiettile e un fucile in mano. Ha notato che qualcuno lo stava guardando davanti ad un’agenzia di pompe funebri e ha sparato i primi colpi, senza raggiungere l’obiettivo. Poi è entrato dalla porta posteriore nella scuola, che era aperta violando il codice scolastico.

L’agente di sicurezza si era allontanato ed è accorso solo dopo aver sentito l’allarme via radio. Quando è arrivato lui e il collega sono stati fermati dal fuoco del ragazzo. Ramos è entrato indisturbato e dopo poco ha iniziato a sparare. Sette agenti della polizia locale sono entrati nei corridoi della scuola e hanno raggiunto la porta delle classi, dove sono stati accolti dai proiettili che il killer sparava attraverso i muri di cartongesso. “Cosa avremmo dovuto fare? Rischiare di essere uccisi, e lasciare via libera allo sparatore perché potesse entrare in altre classi?” sono state le parole di difesa del luogotenente Chris Olivarez.

La violazione del codice

Il codice di comportamento richiedeva che i poliziotti attirassero su di sé le pallottole, per evitare che il killer raggiungesse le sue vittime. Quanti bambini sono stati uccisi in quella lunga ora e mezza, mentre i poliziotti rimanevano in attesa? Dall’interno dell’aula i bambini hanno continuato a chiamare disperatamente il numero di pronto soccorso della polizia. “Mandateci i poliziotti, subito“, “Non possiamo scappare, lui ha chiuso la porta” hanno continuato a ripetere alla polizia. Ramos ha sparato gli ultimi colpi alle 12.21 e solo dopo mezzora gli agenti sono entrati nell’aula. “Il comandante sul posto riteneva che non ci fossero bambini in pericolo. Ovviamente sbagliava” ha dichiarato McCraw. Grande rabbia delle famiglie nei confronti della polizia.

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