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Il commento di Orsini che fa discutere: “Bambini felici anche in dittatura”

Una frase pronunciata da Orsini scatena una polemica. Secondo il professore i bambini che vivono in dittatura sono felici.

Orsini

L’ormai noto professore della Luiss ha fatto discutere per una frase circa la vita dei bambini in un regime dittatoriale. Orsini ha sostenuto che per un bambino è meglio vivere in una dittatura che in un Paese in guerra.

Una frase di Orsini scatena una polemica

Da sempre, il professor Orsini, ha criticato la visione semplicistica della guerra che si sta svolgendo in Ucraina, tanto da essere anche etichettato come filo russo solo per aver provato ad analizzare anche la posizione di Vladimir Putin. Il professore ha deciso di prendere parte agli show televisivi per dare una visione diversa da quella che si può definire “Mainstream”. Peccato però, che con l’ultima dichiarazione fatta alla trasmissione Cartabianca, in onda su Rai 3, ha dimostrato di essere proprio ciò che criticava.

Orsini: “Bambini felici anche in dittatura”

La frase pronunciata da Orsini è questa: “Io non ragiono in un’ottica politica ma umanitaria: preferisco che i bambini vivano in una dittatura e non muoiano sotto le bombe in nome della democrazia. Un bambino può essere felice anche in una dittatura”. Oltre ad essere una frase molto ovvia ma di cattivo gusto, è totalmente lontana da qualsiasi analisi geopolitica che inizialmente Orsini proponeva.

La trasformazione del professore

Le continue apparizioni televisive sembrano aver trasformato il professore in un opinionista da salotti televisivi. Orsini ha sempre proposto una visione molto critica che andava a ricercare le radici del conflitto in Ucraina. Spesso è stato insultato e criticato per le sue dichiarazioni, ma non ha mai mollato la presa. Dopo la criticatissima affermazione, però, il professore è diventato ciò che voleva combattere, dando anch’egli una visione semplicistica e scontata della guerra tra Russia e Ucraina e del suo impatto sui bambini.

Usare i bambini per giustificare le proprie posizioni è sbagliato, soprattutto se poi si parla di cose che nessuno di noi ha mai provato, ossia vivere in dittatura o in guerra.

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