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Il Consiglio Federale esclude ventuno società

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Attesa, ma sempre amara. La mannaia della Federcalcio si è abbattuta sulla Lega Pro nel giorno della verità, quello della verifica dei ricorsi presentati alla Covisoc. Ed il verdetto è agghiacciante: ventuno società cancellate dal calcio professionistico. Nessuna sorpresa, ma un simile terremoto non può lasciare indifferenti nè gli appassionati nè il presidente Abete perchè le difficoltà dell’ex serie C derivano direttamente dai vizi delle prime due categorie.

In serie B salta l’Ancona, anche se il presidente Mais promette battaglia mentre in Prima Divisione saluta il Figline: il posto vacante in serie B sarà preso dalla Triestina, peraltro iscritta in extremis in Prima Divisione. In Seconda perdiamo una società storica come la Pro Vercelli oltre a Potenza, Legnano e Sangiustese, condannata da una fideiussione falsa.

Questi nomi s’aggiungono a quelli di Rimini, Mantova, Perugia e Gallipoli che avevano rinunciato all’iscrizione ed a quelli di altre undici società che non avevano presentato il ricorso.

Fuori in ventuno, i conti tornano; non così quelli del calcio italiano. Ora pioveranno le richieste di ripescaggi, ma una speranza c’è: la Federcalcio ha infatti concesso al presidente Macalli la delega per riformare da subito il format dei campionati. Nella speranza, tra un anno, di assistere a spettacoli diversi.


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