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Il Contratto La 7, offre lavoro
Economia

Il Contratto La 7, offre lavoro

Il titolo è chiaro, "Il contratto per gente di talento",niente di piu' vero, perchè in tutti i campi, in tutti i lavori, se il talento ce l'hai, lo devi...

Il titolo è chiaro “Il Contratto per gente di talento”, niente di piu’ vero, perchè in tutti i campi, in tutti i lavori, se il talento ce l’hai lo devi dimostrare e sara’ valutato. E lo stesso funziona con la trasmissione “Il Contratto” de La 7, dedicato ai giovani che cercano lavoro in onda ogni martesi’ in prima serata.

Realizzato da Verve Media Company e presentato e condotto da Sabrina Nobile, alla trasmissione partecipano 3 candidati in grado di contendesi una posizione lavorativa offerta da un’azienda.

Dopo uno stage di cinque giorni, ed un colloquio finale, scatta l’assunzione per uno dei tre giovani, assunzione valutata per meriti anche sotto diversi punti di vista in quanto non mancano giudizi di esperti tra cui anche psicologi. Il contratto viene firmato dal vincitore durante la trasmissione.

Si tratta di un’idea vincente, perchè in un momento cosi’ particolare per l’occupazione giovanile nel nostro Paese, viene data l’opportunita’ ai giovani di dimostrare le loro capacita’, non solo bravura, cultura, ma anche leadership, carattere, dinamicita’, capacita’ di lavorare in team, spirito di sacrificio e di non porsi limiti, e viene data anche al pubblico, specialmente ai ragazzi, la capacita’ di capire, oltre che imparare quello che le aziende al giorno d’oggi chiedono.

Consigliato a tutti.

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3 Commenti su Il Contratto La 7, offre lavoro

  1. Giovani e Over 40: conflitto generazionale? No certamente

    L’enfatizzare il problema dei giovani, la dimensione della disoccupazione, la preoccupazione per il loro futuro, il richiamo alla classe politica di ricercare soluzione, ha sminuito anzi nascosto un altrettanto grande problema; la mancanza di lavoro e di futuro per i lavoratori maturi over 40 che hanno avuto la sfortuna di essere espulsi per diverse ragioni dal mondo del lavoro e che il mondo del lavoro rifiuta di re-inserire. La classe politica e le parti sociali, a parte alcuni provvedimenti sporadici e non strutturali, si sono dimenticati di questi lavoratori precari e/o disoccupati, numericamente equivalente alla disoccupazione giovanile (circa 1 milione di persone in Italia) ma con effetti molto più dirompenti rispetto ai giovani. Se questi ultimi non hanno una prospettiva futura, i primi hanno un problema reale ed attuale con ovvie conseguenze sul futuro non solo loro, ma di tutta la loro famiglia.

    Infatti un lavoratore over 40 che trova difficoltà al reinserimento nel modo del lavoro per via di stereotipi legati alla età o per mancanza di incentivi all’assunzione (non è vero, perché ci sono e vengono spesso dimenticati), propaga gli effetti negativi di questa sua condizione ai discendenti, ed agli scendenti. Ai figli l’effetto negativo di traduce in un mancato sostegno alla continuazione degli studi o si manifesta nella difficoltà di mantenimento in famiglia per superare la condizione di precarietà che vivono. Agli ascendenti l’effetto negativo comporta il mancato sostegno di cura alle persone anziane sia in termini di presenza personale, che economico (non si hanno più i mezzi per l’aiuto di una collaboratrice/tore familiare oppure i mezzi per l’acquisti di farmaci o altro necessario per la cura). Senza contare poi gli effetti negativi prodotti dalla condizione di precarietà degli Over 40 che si traducono nella difficoltà di mantenimento degli impegni economici assunti in precedenza come ad esempio il pagamento dei mutui. Se poi ad essere colpito è il genere femminile o le coppie separate la cosa diventa ancora più grave.

    In definitiva nascondere il problema del reinserimento degli Over 40 nel mondo del lavoro o comunque non pensando ad una sua soluzione temporanea e/o definitiva, comporta effetti sociali ed economici ben più pesanti che la mancanza di lavoro e di futuro per i giovani. Mentre per questi ultimi il problema è limitato alla singola persona, anche se proiettato al futuro, per gli over 40 il problema è moltiplicato a tutto l’ambito familiare e quindi per ogni disoccupato over 40 le conseguenze si propagano ad almeno 3 o 4 persone.

    Colgo l’occasione per ringraziarvi per l’attenzione.

    Cordialmente, Cosimo Rega

    ( sono un 49 enne, Over 40, in mobilita senza lavoro, senza futuro, senza più dignità. )

  2. Perché non dedicate un programma o ampliate il vostro raggio di azione anche per la grande massa di lavoratori over 40 e over 50 che sono senza lavoro e che potrebbero alimentare, se sono fortunati, il mercato del lavoro sommerso e a nero? o peggio ancora ad alimentare la delinquenza organizzata o nel peggiore delle ipotesi a colmare loculi nel cimitero di apparteneza perche vinti dalla disperazione?

    Rispettate la le necessità di tutti se volete fare un programma utile e non il solito gossip.

    Noi Over senza lavoro, dimenticati da tutti, siamo altre 1 milione in Italia , un numero pari a quello dei giovani e come loro o piu di loro abbiamo disperato bisogno di rientrare nel mondo del lavoro, perché granparte di quei giovani disoccupati sono i nostri figli.

    Qualcuno ci aiuti a tornare a vivere dignitosamente.

  3. mi chiedo come sia possibile parlare di ritardare il pensionamento quando dopo i 40 e aimè 50 anni si viene eliminati dalle aziende e dopo vari contratti a termine (tra l’altro molto breve)è quasi impossibile un inserimento a buon fine, con la frustrazione del fallimento e il menefreghismo di tutti sopratutto degli organi competenti, e pensare che per i profughi che arrivano a lampedusa e per i rom. lo stato spende una cifra pari o superiore a quello che è lo stipendio di una persona in attività produttiva,,, forse mi è sfuggito qualche particolare se eventualmente qualche politico o meglio qualche sindacalista vorrebbe explicarmi,,,

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