Il Corridoio vasariano | Notizie.it
Il Corridoio vasariano
Cronaca

Il Corridoio vasariano

IL CORRIDOIO VASARIANO

Di tutta la Galleria degli Uffizi, il Corridoio vasariano, è risultato essere l’ambiente capace di suscitare nel visitatore le più grandi fantasie, un intero chilometro di suggestione tra presente e passato. Venne costruito per ragioni pratiche, commissionato da Cosimo I de’ Medici a Giorgio Vasari (che aveva già realizzato la Galleria degli Uffizi) nel 1565, per unire la residenza di Palazzo Pitti agli uffici governativi di Palazzo Vecchio, passando per la Galleria degli Uffizi ed il Ponte Vecchio senza doversi esporre alla curiosità indiscreta della cittadinanza e per non rischiare di incorrere in eventuali pericoli da parte di coloro che non avevano ancora accettato il nuovo Duca ed il nuovo sistema governativo che aveva abolito la Repubblica fiorentina. La concezione di un ambiente di passaggio sopraelevato è stata ancora una volta una innovazione architettonica fiorentina. Per evitare che il naso del granduca venisse offeso dai cattivi odori furono trasferiti il mercato delle carni e le botteghe orafe che ancora oggi, dopo tanti secoli, occupano i vani del Ponte Vecchio.

Una curiosità del percorso è data dal suo giro intorno alla torre de’ Mannelli, dovuto alla strenua resistenza della famiglia ad abbatterla secondo richiesta del Vasari.
Nel 1939 fu stretta l’Asse fra Italia e Germania e in quell’occasione Adolf Hitler passò in visita anche a Firenze. Su richiesta di Benito Mussolini venne costruita in quell’anno sul Ponte vecchio una serie di finestre panoramiche sull’Arno che guardava al Ponte S. Trinita e si dice che sia il fuhrer sia i gerarchi nazisti che poterono ammirare il panorama, ne furono talmente compiaciuti che probabilmente fu proprio per questo che il Ponte Vecchio venne risparmiato dalla distruzione da parte dei nazisti, tant’è che alle ultime battute della Seconda guerra mondiale, il Corridoio vasariano rimase l’unico passaggio di attraversamento della città in direzione nord-sud.
Appena passato l’Arno, il corridoio si affaccia sulla facciata della chiesa di Santa Felicita, anzi, un vero e proprio balcone, protetto naturalmente da un cancello, si affaccia direttamente dentro alla chiesa, per far sì che i membri della famiglia potessero assistere alle funzioni religiose senza doversi necessariamente mescolare con il popolo.
Oggi il Corridoio vasariano fa parte della Galleria degli Uffizi ed espone i dipinti del Seicento e del Settecento oltre ché gli autoritratti degli artisti. Il Magnifico Corridoio è però spesso tanto stretto ed angusto che per motivi di sicurezza se ne concede la visita e, quindi, l’ammirazione, soltanto su prenotazione di visite guidate tramite la segreteria della Galleria degli Uffizi.
Trascorsi due anni, il 29 luglio 1539, dalle nozze di Cosimo I con Eleonora di Toledo, una donna di straordinaria bellezza ed intelligenza, nacque Francesco I conosciuto anche come il Principe dello Studiolo. Studiolo che si trova in Palazzo vecchio ed eseguito dopo il 1570 ad opera della generazione di allievi del Vasari: Allori, Zucchi, Cavalori, Macchietti, Naldini, Santi di Tito e altri. Lo Studiolo riflette la personalità originale, interessata all’alchimia, e diversa rispetto a quella del padre Cosimo; un padre sconcertato, confuso, certamente deluso da quel figlio che conduceva una vita trascurata, per l’epoca stracurata “…andando tutta la notte solo per le strade et che ogniuno lo sa et vede, senza entrare a dire altro, chi non conosce che questa è una vita stracurata et poco conveniente a principe?”, Cosimo I de’ Medici.
Nel 1565, Francesco sposò Giovanna d’Austria, la più piccola delle figlie dell’imperatore Ferdinando I d’Asburgo e fu un matrimonio di Stato. Francesco, infatti, non amò mai Giovanna che fisicamente presentava gravi problemi alla colonna vertebrale e, a quanto pare, era una donna per nulla colta e di gran lunga superficiale. Ma le nozze con Giovanna portavano un tale prestigio alla casa medici che Cosimo si scatenò negli abbellimenti della città e nella progettazione con rapida esecuzione del Corridoio (cinque mesi soltanto!), una via aerea unica al mondo! All’epoca la galleria degli uffizi, i cui lavori erano iniziati nel 1560, non era stata ancora terminata e per la via aerea, nel 1565, fu incaricato il muratore Bernardo d’Antonio. Un arco avrebbe attraversato Via della Ninna congiungendo il Palazzo vecchio agli uffizi e un altro arco avrebbe scavalcato letteralmente la chiesa di S. Pier Scheraggio che risulta inglobata nella galleria. Nel contratto si legge che il corridoio sarebbe stato sostenuto da una serie di archi e di pilastri oltre il Ponte vecchio e a quel punto, dovendosi incontrare con la torre del Mannelli…. avrebbe dovuto girarci intorno. Infatti, come già detto, la torre del Mannelli fu l’edificio che Cosimo non poté o non volé confiscare, dichiarando a riguardo: «Ognuno è padrone a casa sua».
Scavalcando strade e case, il corridoio raggiunge la chiesa di Santa Felicita, poi Via Guicciardini e si apre, infine, sul giardino di Boboli. Il progetto fu seguito dal Vasari che nelle sue memorie dichiara: «… in men di cinque mesi cose che non si credeva che si conducessi in cinque anni…». Nella parte finale del corridoio, il Vasari creò un portico sull’acqua, infatti si deve a Francesco I e a Bernardo Buontalenti la costruzione della Grotta Grande tra il 1583 e il 1593.
il percorso artistico del corridoio ha inizio con i pittori caravaggeschi del Seicento, dei quali mi permetto di mettere in luce Artemisia Gentileschi, forse perché donna, straordinaria e passionale, la quale aveva ereditato dal padre il modo di dipingere, così attenta ai drappeggi e presente nel corridoio con il suo Giuditta e Oloferne, una storia di quelle che fanno battere forte il cuore come nei migliori thrillers dei nostri giorni e narrata però nel libro della Bibbia che porta il nome di questa coraggiosa eroina, duramente provata dalla vita ma dotata di sfolgorante bellezza, che fu capace di sacrificare la testa di un uomo, Oloferne, a salvezza del proprio popolo, il popolo ebraico d’Israele. Buona visione.

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