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Il crollo vendite Fiat scrive il futuro dell'azienda
Economia

Il crollo vendite Fiat scrive il futuro dell'azienda

Dopo il colossale crollo di vendite, diventano oramai a senso unico le vie percorribili dall'azienda: ricorrere al credito per investire sui mercati emergenti e potenziare il marketing extraeuropeo; ancora incerta l'ipotesi di vendere alcuni marchi del gruppo.

Dopo il colossale crollo di vendite, la Fiat affronta i mercati. Diventano oramai a senso unico le vie percorribili dall’azienda: ricorrere al credito per investire sui mercati emergenti e potenziare il marketing extraeuropeo; ancora incerta l’ipotesi di vendere alcuni marchi del gruppo.

La difficoltà del titolo in borsa si esplica nella chiusura di ieri sera (-2,02%). E’ un’oggettiva conseguenza dei dati sulle vendite rilasciati ieri, in caduta libera per la Fiat (-32,7%), che registra un dato ben peggiore della comunque pessima media dei concorrenti (-16%). Risulta così erosa anche la quota di mercato del gruppo torinese in europa (7,7% contro l’8,7% dello scorso anno).

L’azienda di Marchionne aveva annunciato solo poche ore prima che sarebbe ricorsa a un finanziamento complessivo di 4 miliardi di euro per coprire gestione ordinaria e spese di scissione. E dopo l’atteso sbarco a Los Angeles di queste ore c’è da scommettere che il gruppo punterà occhi e portafogli negli unici mercati che segnano un evidente possibilità di espansione: Cina, India e l’intera asia.

La Fiat sa che oggi e in futuro non potrà contare su quegli aiuti statali che nel corso dei decenni l’hanno legata all’Italia.

Sono mesi che per avere mani libere nella progressiva delocalizzazione Marchionne snobba ogni ipotesi che vada in questa direzione. Ma il rischio che la cassintegrazione in cui versano migliaia di operai si prolunghi oltre ogni improrogabile scadenza si fa ogni giorno più concreto. E allora probabilmente tornerà ad essere un problema politico.

Daniele De Chiara

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