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Il diktat di Amauri: dimostrare quanto valgo

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Amauri è tornato. L’esordio ufficiale stagionale della Juve ha messo in vetrina un italo-brasiliano rinato, grintoso, a tratti maestoso con la sua doppietta – con la quale è stato messo ko lo Shamrock – e con altre giocate in cui ha mostrato i suoi numeri migliori. Ma la punta bianconera, nonostante la grande gara disputata nei preliminari di Europa League, resta con i piedi per terra: “Io sono stato sempre molto critico con me stesso. Le vacanze mi hanno fatto bene perchè ho avuto modo di riflettere su una stagione negativa e di ricaricare le batterie – rivela ai microfoni di Sky Sport 24 -. Ho ritrovato entusiasmo. Non era facile, l’anno scorso c’è stata tanta contestazione anche nei miei confronti. Devo dimostrare quanto valgo.

Conosco il mio valore, sono ripartito da zero. Voglio farlo per me e per la squadra. Ma tutti noi siamo ripartiti alla grande. Farò di tutto per arrivare a venti gol come mi hanno chiesto i tifosi a Pinzolo. Voglio stare bene, se sto bene posso dire la mia. I gol li ho sempre fatti. Devo stare solo sereno e tranquillo. – occhio quindi alla stagione scorsa, in cui sono fioccate le critiche per tutti i brasiliani bianconeri, lui, Melo e Diego – Lo scorso anno ho avuto la sensazione che io, Felipe e Diego siamo stati critcati troppo, non meritavamo tutto quello, abbiamo perso tutti insieme anche quelli che in passato hanno vinto tutto qui. L’anno scorso abbiamo fatto tutti male.

Non abbiamo perso solo noi. Si vince tutti insieme e si perde tutti insieme. Certo che su di noi era stato fatto un investimento importante per fare il salto di qualità. In questa stagione siamo partiti diversamente, ci siamo fatti un bagno di umiltà. Quest’anno le cose sono cambiate, si respira aria nuova. Speriamo sia di buon auspicio. – l’interesse del Real – Come ho vissuto queste voci? Sono sempre stato sereno. Il mercato lo fa la società. Quando sto bene me la gioco con chiunque. Facile dopo un stagione così dire ‘voglio andare via’, ma io voglio mettermi in gioco. – e parlando in generale del mercato juventino – Quest’anno è cambiato un po’ tutto. Dispiace tanto per chi è andato via, anche perché erano e sono degli amici, però la Juve ha deciso di prendere questa strada.

Noi giocatori ci siamo calati nella mentalità decisa dalla società. Siamo tutti dalla stessa parte e quest’anno possiamo fare qualcosa di bello. Lo speriamo tutti, i giocatori, la società e i tifosi. Certamente dobbiamo lavorare molto perché sono cambiate tante cose, ma i giocatori ci sono. Vedremo partita dopo partita. – una battuta sul Del Neri, mister con cui aveva già lavorato ai tempi del Chievo – Del Neri è uguale a quello del Chievo perché dice sempre quello che pensa ed è molto chiaro con tutti: non distingue chi gioca e chi non gioca, ma tratta tutti alla stessa maniera. L’unica differenza è che adesso ha più esperienza. La Juve ti dà sempre qualcosa in più. Vede molto durante la settimana i giocatori e li premia per l’impegno. Mi fa molto piacere ritrovarlo nella Juve, significa che ha fatto bene nel passato. Dittatore? Lui è l’allenatore e l’allenatore deve fare così. Noi dobbiamo essere bravi a metterlo in difficoltà. – conclusione quindi sulla nazionale – In passato questa situazione mi ha dato un po’ di fastidio e mi ha condizionato perchè si parlava solo del passaporto o se meritavo la convocazione o no – sottolinea il centravanti bianconero -. Ora questo problema non c’è più perché sono diventato italiano. Quello che pensavo l’ho detto due anni fa: se arriverà la chiamata risponderò di cuore. Nel caso invece non arrivasse, io continuerò lo stesso a fare il mio lavoro e andrò avanti per la mia strada. Al di là del fatto che abbia o non abbia il sangue italiano, sono dieci anni che vivo qui e che pago le tasse qui. Ne ho pagate più qui in Italia che in Brasile. Io mi sento italiano e qualora arrivasse la convocazione risponderò da cittadino italiano”. Alle parole di Amauri hanno fatto seguito anche le dichiarazioni del neo ct azzurro, Cesare Prandelli, che ha aperto alla convocazione dello juventino in azzurro, lasciandolo presupporre fulcro centrale del suo 4-2-3-1. La stagione è appena cominciata, ma se quella di Amauri dovesse mantenere le promesse di questo primo scorcio, c’è da giurarci che sarà trionfale…

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