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Il doppio affondo di Di Maio: “Alcune leadership hanno fallito”

Dopo la soluzione in zona Cesarini per il Quirinale arriva il doppio affondo di Di Maio che si guarda anche in casa: “Alcune leadership hanno fallito”

Luigi Di Maio

Il doppio affondo di Luigi Di Maio mentre lasciava Montecitorio dopo l’elezione numero due di Sergio Mattarella al Quirinale non è sfuggito a nessuno: “Alcune leadership hanno fallito”. Perché doppio? Perché Di Maio, che ha imparato il valore dell’ambiguità “buona” della politica, con una frase ha messo in tacca di mira due tipi di leadership: quelle che nel governo Draghi si cui è parte non sono andate a meta con il king making e quelle che nel suo stesso “partito” sono leadership su cui riflettere. 

Di Maio e le leadership che “hanno fallito”: quali sono? In casa sua e in casa d’altri, ovviamente

Insomma, una critica doppia anche se inserita nel mainstream e camuffata da roba generica, ma Giuseppe Conte e Matteo Salvini farebbero bene a dormire preoccupati. Ha detto Di Maio: “Alcune leadership hanno fallito, hanno alimentato tensioni e divisioni: dobbiamo lavorare per unire, per allargare”. 

La politica vittima di se stessa e la pezza di Parlamento e Mario Draghi

E poi: “La politica in questi giorni è rimasta vittima di se stessa: per fortuna questo stallo l’hanno risolto in Parlamento grazie anche al contributo del presidente del consiglio Mario Draghi”.

Poi il titolare della Farnesna si è schernito, ma solo come fanno gli aspidi che tirano la testa indietro prima di scattare: “Io non commento quello che sta accadendo nelle altre forze politiche, credo soltanto che anche nel M5s serva aprire una riflessione politica interna”. Come volevasi dimostrare. 

Stabilità e rilancio: le parole per il futuro dell’Italia, e magari pure di Di Maio

Sui suoi account social Di Maio si era ovviamente “limitato” ad esprimere soddisfazione per il Mattarella bis, lo aveva fatto con i toni solenni che si confanno ad un risultato raggiunto, risultato doppio visto che con Draghi rimasto a Palazzo Chigi l’esecutivo è “salvo”.

Aveva scritto Di Maio: “Grazie Presidente Mattarella. Ripartiamo dalla sua disponibilità, dal suo valore, dal suo instancabile lavoro. Ora continuiamo a impegnarci tutti per il Paese, con serietà e senso di responsabilità”. E in chiosa: “La nostra bussola è l’amore per l’Italia, per l’Italia che vuole stabilità e rilancio. Da oggi stesso riprendiamo la strada maestra, quella che porta alla piena ripartenza”.

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