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Il Fascismo in Europa

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L'espandersi dei regimi totalitari in Europa durante il primo dopoguerra

Durante il primo dopoguerra si ebbe l’affermazione del Fascismo in Italia, ma anche il contemporaneo nascere e consolidarsi in altri Paesi europei di movimenti e regimi autoritari che avevano importanti punti di contatto con questo: rifiuto delle istituzioni della democrazia liberale, accentuazione dello Stato forte impersonato da un capo assoluto e carismatico, il monopartito interprete dello spirito e delle esigenze patriottiche-nazionalistiche, la convinzione di rappresentare la sola valida alternativa al marxismo e alla degenerazione borghese.

Intorno agli anni ’20 del XX secolo si affermarono in Europa i seguenti autoritarismi: il maresciallo Pilsudski divenne arbitro indiscusso in Polonia; Mustafà Kemal costituì in Turchia il regime kemalista basato sull’esistenza di un solo partito; il generale Primo de Rivera sciolse in Spagna le Cortes per costituire uno Stato corporativo così come tentò di fare in Portogallo Antonio de Oliveira Salazar.

L’affermazione in Germania del Nazismo, il più rigido dei regimi autoritari, influenzò moltissimo l’area danubiana e balcanica, portando alla costituzione di regimi ferocemente antidemocratici e razzisti, tra cui le Croci Frecciate in Ungheria, le Guardie di Ferro in Romania, la dittatura del generale Metaxas in Grecia, il Campo di Unione Nazionale in Polonia, il rigido modello di Stato corporativo imposto in Austria dal cancelliere Dolfuss.

In Spagna, la sanguinosa guerra civile sboccò nel regime franchista.

La redazione è composta da giornalisti di strada, fotografi, videomaker, persone che vivono le proprie città e che credono nella forza dell'informazione dal basso, libera e indipendente. Fare informazione, per noi, non è solo un lavoro ma è amore per la verità.


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