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L’opinione di Giulio Cavalli

Il genere della vittima non fa nessuna differenza: le molestie fanno schifo, sempre

Il cantante Blanco è stato toccato da una ragazza nelle parti intime mentre si avvicinava al pubblico durante l’esibizione.

Blanco palpeggiato concerto Milano

Avviso a tutti quelli che ripetono da tempo “se le molestie accadessero a un uomo non si sentirebbe tutto questo baccano”: vi siete sbagliati. Durante il concerto in piazza Duomo organizzato da Radio Italia il cantante Blanco è stato toccato da una ragazza nelle parti intime mentre si avvicinava al pubblico durante l’esibizione.

E indovinate un po’? Non “gli è piaciuto”, come dicono i fallocrati dei nostri tempi, non c’è stato un applauso generale per dirgli quanto sia figo farsi palpare mentre si lavora e soprattutto il fatto non è passato né inosservato né sotto silenzio.

Il video della molestia è comparso inizialmente su Tik Tok, postato da una ragazza giovanissima che sottolineava il gesto, ed è poi rimbalzato su tutti i social. Blanco durante la sua esibizione sposta la mano inopportuna e continua a cantare, come accade a molti molestate che non possono permettersi di interrompere il proprio lavoro nonostante cretini (e cretine) nei paraggi.

Quindi no, non gli è piaciuto. Spiace per i piccoli uomini che sognano che possa capitare anche a loro non riuscendo a trattenere l’istinto animale di essere predatori e prede. Anche i commenti sono confortanti: nonostante la giovane età media degli utenti di Tik Tok l’opinione diffusa è che quel gesto sia in tutto per tutto una molestia, da condannare senza preoccuparsi del fatto che la vittima sia maschio o femmina, senza scendere in particolarismi che solitamente vengono usati semplicemente per irridere una denuncia.

Per rendersi conto ancora di più che il genere della vittima non comporti nessuna differenza vale la pena sottolineare che anche nel caso di Blanco, esattamente come avviene per una qualsiasi donna, c’è stato chi ha avuto lo sconcio coraggio di dire che “se l’è cercata” perché ha voluto cercare il contatto con il suo pubblico. La “gonna troppo corta” che di solito viene usata come randello contro le vittime in questo caso sarebbe la “troppa disponibilità” da parte del cantante.

Cambiano i fattori ma il risultato è sempre lo stesso: una frangia è sempre concentrata nel ri-vittimizzare la vittima.

Il rumore intorno alla vicenda di Blanco è l’ennesima dimostrazione che a scandalizzare delle molestie non è la professione (o l’appartenenza a un corpo militare) del molestatore, non scandalizza e non importa l’abbigliamento o la professione delle vittime: le molestie fanno schifo sempre. E fanno schifo sempre anche coloro che da anni tentano di normalizzarle inventando una “guerra” delle donne contro gli uomini perché hanno il timore di dover affrontare il tema nel merito.

L’hanno capito su Tik Tok ma evidentemente non è ancora stato compreso alcuni autorevoli editorialisti di autorevoli giornali o alcuni leader di partito. E questo è un altro sintomo di una questione che è tutta culturale e sociale.

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