Il Giappone declassificato da Moody's: da "stabile" a "negativo" | Notizie.it
Il Giappone declassificato da Moody's: da "stabile" a "negativo"
Economia

Il Giappone declassificato da Moody's: da "stabile" a "negativo"

Moody’s, agenzia di rating a livello globale, taglia «l’outlook» sul grandissimo deficit che ha il Giappone, consegnando la sua declassificazione da «stabile» a «negativo»; la considerazione dell’agenzia è data sul fatto che il governo giapponese sembra proporre misure inefficaci per il riordino dei conti pubblici. Il rating, spiega l’agenzia americana di valutazione, è però confermato ad Aa2.
«La decisione – si legge nella nota – è legata alla crescente preoccupazione che le politiche economiche e fiscali sono incapaci di raggiungere l’obiettivo di riduzione del disavanzo fissato dal governo o di contenimento dell’aumento del debito, già molto superiore a quello di altri paesi sviluppati».
Il giudizio di Moody’ è molto pesante, soprattutto perché deve essere valutato come un suggerimento per realizzare una politica economica protesa al contenimento del debito pubblico, la mancanza di segnali concreti da parte del governo nipponico potrebbe far scattare un ulteriore declassificazione, al momento è confermato ad Aa2 (terzo migliore possibile sulla scala di 19 livelli), in seguito potrebbe essere tagliato nel breve o medio termine se non si presentano condizioni reali d’inversione di tendenza.

Infatti, se non si presentano interventi strutturali, il rapporto debito/Pil, ora al 200%, potrebbe schizzare oltre il 277% nel 2016, sulla base delle proiezioni fatte dall’Fmi, lo si può considerare a tutti gli effetti il più alto mai registrato da una nazione sviluppata e altamente industrializzata, questo fatto non accadeva neanche quando il Giappone era guerra.
Il 27 gennaio scorso un’altra autorevole agenzia, la Standard & Poor’s, ha tagliato, per la prima volta da aprile 2002, il rating sovrano del Sol Levante da AA ad AA- sulla previsione che il deficit fiscale resta ormai a livelli elevati da diversi anni e con una forte possibilità di una flessibilità finanziaria che scivola lentamente verso il declino.

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