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L’opinione di Alessandro Plateroti

Il mercato “brinda” al rischio-gas: in rialzo Borsa di Mosca e Putin-bond

Wall Street guadagna sul rischio, anche quello politico: l’economia e la società pagano i danni degli errori.

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La guerra in Ucraina resta incerta, ma la mossa di Putin sui pagamenti in rubli per il gas, ha preso una svolta imprevista, almeno per i mercati finanziari. Chi non paga i nuovi contratti con Gazprom in valuta russa dal primo aprile, aprendo ovviamente un conto corrente soltanto con GazpromBank, non riceverà più le forniture di gas.

I flussi proseguiranno invece regolarmente con i paesi che hanno contratti di lungo termine “nel pieno rispetto delle condizioni fissate nei contratti”: solo alla scadenza scatterà il nuovo regime dei pagamenti in rubli.

L’annuncio è stato accolto positivamente dai governi europei, finora compatti nel respingere il diktat sull’immediato pagamento in rubli: con l’esclusione dei contratti aperti fino al loro termine, lo scontro si chiude (per ora) con un compromesso buono per tutti.

Almeno per ora.

Perché sul fronte del gas, regna il disordine globale e il prezzo dell’energia resta da shock energetico: guerra in Ucraina, sanzioni commerciali, e mercati finanziari si muovono ormai come variabili indipendenti.

Sarà anche speculazione finanziaria, o il balletto degli avvoltoi, ma il rimbalzo del rublo, il rialzo della Borsa di Mosca e persino dei bond sovrani di Putin, sono segnali preoccupanti per chi pensa a un crollo del regime “neo-sovietico” a causa delle sanzioni.

La guerra non la fermano i dazi senza gas, ma la credibilità e la qualità degli interlocutori di Putin: il compromesso sul rublo era solo questione di affari. Wall Street guadagna sul rischio, anche quello politico: l’economia e la società pagano i danni degli errori.

La protesta dei Gilet Gialli in Francia non era un eccesso. Anzi, dovrebbe essere un monito per tutti i governi europei: come l’invasione russa dell’Ucraina.

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