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Il microchip sottopelle che rileva il coronavirus prima di mostrare i sintomi: come funziona

La rivoluzione tecnologica del DARPA: un microchip sottopelle in grado di rilevare il coronavirus nell'organismo prima dei sintomi

microchip covid

Dagli Stati Uniti arriva un’innovazione tecnologica che potrebbe rivoluzionare la vita delle persone (e dei virus). Un microchip sottopelle sarebbe infatti in grado di rilevare l’infezione da coronavirus prima ancora che si sviluppino i sintomi.

Il microchip che rileva il coronavirus

Sarebbe stato tutto molto più facile se avessimo avuto tra le mani, a inizio pandemia, la straordinaria invenzione ideata dagli scienziati del Defence Advanced Research Project Agency (DARPA). Il DARPA è un’unità del Dipartimento della Difesa americana istituita al culmine della Guerra Fredda che, tra le recenti invenzioni, vanta un microchip in grado di rilevare la presenza del coronavirus. La tecnologia d’avanguardia, inserita sottopelle, è infatti in grado di rilevare l’infezione da Sars-Cov-2 nell’organismo ancora prima che si manifestino i sintomi.

“È un sensore che si mette sotto la pelle e che ci dice quali sono le reazioni chimiche in corso – spiega Bill Hepburn, colonnello in pensione e specialista in Malattie infettive dell’esercito a capo del team di ricerca che lo ha messo a punto-. Funziona come una spia di controllo di un motore e quel segnale significa che domani avrai i sintomi”.

L’invenzione del team DARPA

L’ispirazione per il microchip rivoluzionario deriva dalla lotta per bloccare la diffusione del coronavirus a bordo della USS Theodore Roosevelt, dove 1.271 membri dell’equipaggio sono risultati positivi.

Come spiega Hepburn, se i marinai avessero saputo della loro positività si sarebbero esaminati sul posto con un prelievo di sangue. “Possiamo avere informazioni sulla positività in 3-5 minuti, fermando l’infezione sul nascere” spiega Hepburn.

Il filtro per dialisi

Ma c’è di più: oltre al microchip rilevatore del coronavirus, il team DARPA ha inventato anche un filtro per dialisi in grado di rimuovere il virus dal sangue. “Si fa passare il sangue attraverso il filtro e questo elimina il virus” spiega il colonnello Hepburn. Il filtro è stato utilizzato per curare la moglie di un militare, ricoverata in terapia intensiva a causa del virus con insufficienza d’organo e shock settico. Dopo pochi giorni la donna si è ripresa completamente. Per questo il filtro del team DARPA è stato autorizzato dalla FDA per l’uso di emergenza: oltre 300 pazienti sono stati curati finora.

Nata a Voghera, il 08/09/1996, è laureata in Comunicazione, Innovazione e Multimedialità (CIM) presso l’Università di Pavia. Collabora con Gilt Magazine e ha lavorato presso SkyTG24.


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Marica
14 Aprile 2021 19:25

Io saprei dove dirvi di mettere il Microchip


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Alessandra Tropiano

Nata a Voghera, il 08/09/1996, è laureata in Comunicazione, Innovazione e Multimedialità (CIM) presso l’Università di Pavia. Collabora con Gilt Magazine e ha lavorato presso SkyTG24.

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