×

Il Partito Animalista Europeo tradito dalla Polverini:”Mai più voti dal nostro partito”

Si sa che durante le campagne elettorali i politici tendono a imbastire i loro programmi con promesse e slogan che puntualmente finiscono sui cartelloni pubblicitari e meno nelle agende degli impegni quotidiani.

Stavolta però a chiedere di pagare pegno non sono stati semplici elettori distratti, ma il Partito Animalista Europeo, un movimento politico indipendente e autonomo attivo a Roma dal 2006. Ispirato a valori come l’uguaglianza, legalità, solidarietà e democrazia nel pieno rispetto dei diritti fondamentali, si è fatto portavoce del mondo degli animali nel dialogo con le Istituzioni Locali, Nazionali e Internazionali che, troppo spesso, peccano di negligenza nella tutela giuridica degli animali.

Il crescente numero di maltrattamenti, abbandoni, sfruttamenti e uccisioni barbare a cui il mondo animale è continuamente sottoposto, è il segnale di regolamenti, normative, leggi che vengono facilmente raggirate impunemente e non applicate, come dovrebbero, dalle autorità competenti.

La responsabilità per la omessa vigilanza viene data alle amministrazioni pubbliche e al Governo, rei di finanziare con milioni di euro il Fondo Unico per lo Spettacolo di cui beneficiano i circhi (Moira Orfei ha attinto a 300 mila euro dai fondi pubblici), estendere il periodo venatorio all’approvazione della revisione della direttiva europea 86/609/CEE a favore della vivisezione, e girare gli occhi sugli allevamenti intensivi ( tra le cause delle allarmanti pandemie) e sulla speculazione dei canili lager che fanno intascare quattrini a fittizi amanti degli animali.

Per tentare di dare voce a quanti, invece, si mobilitano realmente nella salvaguardia dei diritti animali, il partito animalista prima delle scorse elezioni regionali aveva trovato un accordo con la candidata di allora Renata Polverini.

Come ricorda Stefano Fuccelli, presidente del Pae, gli animalisti europei avevano garantito 10 mila voti esterni con la promessa di un impegno, una volta ottenuta l’elezione a presidente della Regione, per una legge che migliorasse le condizioni di vita e di stallo per gli animali del Lazio: nuove regole per i canili con un ampliamento degli spazi, veterinari, infermieri specializzati e un ufficio di controllo epr la tutela dei diritti animali proprio nelle strutture ospitanti tanti sfortunati amici a quattro zampe.

Dopo diversi incontri nei emsi passati per ristabilire un tavolo d’intesa, il partito animalista ha deciso, il 20 dicembre scorso, che tradire la fiducia degli elettori non vale il prezzo di un’alleanza di facciata, dove alle parole non sono seguiti i fatti. La rottura appare definitiva.


Contatti:

Scrivi un commento

1000

Contatti:

Leggi anche