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Il piano B di Putin, pronto all’atto finale e a dividere l’Ucraina in due

La "guerra ibrida" teorizzata e già attuata in Crimea da Gerasimov e il piano B di Putin, che è pronto all’assalto finale e a dividere l’Ucraina in due

Vladimir Putin

C’è sempre stato pronto un piano B di Vladimir Putin e che nelle reali intenzioni del presidente russo era da sempre il suo piano A, ne è convinto Dmitri Alperovitch, capo del think tank Silverado Policy Accelerator e consulente per i ministeri statunitensi, che ha espresso i suoi timori in una intervista al quotidiano Die Welt.

Il sunto della sua analisi è che la mistica social e una oculata politica di informazioni lasciate trapelare dissimulerebbero sia il reale potenziale offensivo delle truppe di Mosca che il vero obiettivo strategico di Putin. Quale? Arrivare a prendersi non il mondo o l’intero ovest dei suoi confini, ma “solo” mezza Ucraina, senza estendere il conflitto oltre e senza provocare la discesa in campo della Nato, con cui sa di non potersi misurare uscendone indenne.

Putin pronto al piano B: i progressi nascosti

Ha detto Alperovitch, che non è affatto d’accordo con i report di intelligence come il MI6 britannico per cui i russi arrancherebbero: “I russi stanno facendo progressi e il loro esercito ha coperto una distanza maggiore in queste prime settimane di guerra rispetto all’esercito americano durante la guerra in Iraq del 2003”. Senza contare che anche al netto delle perdite subite quello russo “resta di gran lunga più numeroso dell’esercito ucraino”.

Nessun Davide contro Golia, solo strategia

Insomma, Alperovitch vede un occidente troppo “imbambolato” dalle immagini social in cui la mistica della resistenza e addirittura della incisività militare ucraina sembrano suggerire l’idea di uno scontro alla pari o di una rivisitazione slava del Davide contro Golia. “L’opinione pubblica in Europa ha l’impressione che la Russia potrebbe presto cedere e forse accettare un compromesso nei negoziati con il governo ucraino.

Tuttavia, una tale valutazione della situazione è prematura. E molti elementi suggeriscono semmai che Mosca si stia muovendo verso il suo Piano B”. E Alperovitch ne è convinto: Vladimir Putin non mira a vincere la guerra in senso convenzionale ma a vincerla secondo i parametri ibridi del suo teoreta Gerasimov che avevano funzionato già in Crimea, con la cattura di Kiev e una possibile avanzata dell’esercito russo da Sud e di fatto con l’Ucraina potrebbe essere effettivamente divisa in due.

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