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Il pluralismo dei talk show Rai: se ne discute in Commissione
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Il pluralismo dei talk show Rai: se ne discute in Commissione

Per molti quotidiani (la Repubblica, il Fatto Quotidiano) si tratta di un bavaglio. Il testo che il senatore Pdl Alessio Butti ha presentato in Commissione Vigilanza Rai sul pluralismo dei talk show, che sarà votato con molta probabilità la prossima settimana, intende “equilibrare” gli argomenti discussi nei vari programmi. Il documento dal titolo “Atto di indirizzo al pluralismo”, non avrebbe valore vincolante ma sarebbe uno strumento per controllare i temi proposti da vari programmi perché non sarebbero ripetibili per otto giorni. Inoltre stabilirebbe la doppia conduzione riconducibile a due diverse opinioni e il divieto di condurre per i giornalisti ex parlamentari.

Goffredo De Marchis su la Repubblica dell’11 febbraio scrive un esempio dello scenario che potrebbe proporsi: “Se Bruno Vespa il lunedì sera tratta il caso Ruby-Berlusconi, per otto giorni nessun altro talk show potrà tornare sull’argomento. Per fare degli esempi: Ballarò, il martedì, dovrà occuparsi della crisi in Egitto e Annozero, il giovedì, della controversa festa del 17 marzo.

È il “principio della ridondanza”. A Parla con me sarà necessario il contraddittorio dei comici. Alla parodia di Minzolini dovrà seguire l’imitazione di Gad Lerner o di Bianca Berlinguer, perché “trasmissioni apparentemente di satira o di varietà” spacciano “una” verità per “la” verità”.

Per l’opposizione è un testo difficilmente accettabile, mentre per i promotori in questo modo il servizio pubblico rappresenterebbe correttamente le diverse posizioni politiche, evitando di favorire una parte sull’altra. Qualche perplessità la esprime anche l’Autorità per le garanzie nelle Comunicazione al Fatto: “Può scatenarsi un domino e noi dobbiamo rispettare i regolamenti. Non possiamo ignorare la Vigilanza, anche se la scelta sarà sbagliata e non siamo in periodo di par condicio”. Spiega ancora il Fatto nell’edizione del 12 febbraio: “Una modifica dei principi fondamentali (pluralismo e obiettività dell’informazione) per il servizio pubblico – come previsto dal Testo Unico del sistema radiotelevisivo (legge Gasparri, 2005) e disciplinato da numerose sentenze del Tar – deve estendersi anche alle emittenti private nazionali, ovvero Mediaset, La7 e Sky”.

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