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Il restauro del Colosseo, l’intesa del Campidoglio con Diego Della Valle

Si è firmato stamattina il patto d’intesa tra il sindaco Gianni Alemanno, il sottosegretario alla presidenza Gianni Letta e dei Beni culturali e ambientali Francesco Giro, il patron della Tod’s e il commissario governativo per l’area archeologica centrale Roberto Cecchi. Nel pomeriggio verrà presentato l’accordo in conferenza stampa.

Sulla carta c’è il piano di finanziamento per il restauro del Colosseo, che dovrebbe iniziare a fine anno e concludersi tra i 24 e i 36 mesi. I fondi messi a disposizione dall’imprenditore marchigiano, che ci tiene a sottolineare come l’iniziativa non abbia scopi commerciali, si aggirano intorno ai 25 milioni di euro.

Un dovere, quello dichiarato da Diego Della Valle, mettersi al servizio del Paese e di certo dare la possibilità al simbolo di Roma per eccellenza (e dell’Italia) di rifarsi il “look” è un buon biglietto da visita per farsi portavoce, ancora una volta, dello stile italiano nella comunità internazionale che guarda al nostro belpaese con affetto e rammarico per gli ultimi segnali di crisi, che hanno colpito soprattutto le infrastrutture storiche e culturali.

L’ex patron della Fiorentina, presidente della Tod’s Spa, consigliere nel cda amministrativo di * Assicurazioni Generali Spa- RCS MediaGroup- Compagnia Immobiliare Azionaria – CIA Spa- Marcolin Spa- Ferrari S.p.- LVMH Moet Hennessy Louis Vuitton- Le Monde Europe S.A., e controllando con la holding Diego Della Valle & C.

Sapa molte altre società italiane e lussemburghesi, non partecipò al bando per il restauro dell’Anfiteatro Flavio voluto dal ministro Bondi il luglio scorso proprio per evitare che il finanziatore coincidesse con il diretto responsabile dello svolgimento dei lavori.

L’imprenditoria privata al servizio delle sovraintendenza statale e di un monumento che ogni anno viene visitato da 6 milioni di persone. Dopo tutti gli altri partners che si erano proposti all’asta (tra cui alcune ditte giapponesi e la Kerakoll) con piani di investimenti ritenuti dal dicastero del ministero inadeguate, per garantire la stabilità e il rilancio funzionale del famoso anfiteatro romano il marchio Della Valle ha battuto le concorrenti, firmando un’offerta difficile da rifiutare.


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