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IL ROMANISTA. Ottavi di nobiltà giallorossa
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IL ROMANISTA. Ottavi di nobiltà giallorossa

IL ROMANISTA - Su sei partecipazioni alla Coppa dei Campioni, in qualunque modo si chiami la massima competizione calcistica europea, la Roma è entrata nelle prime 16 d´Europa per 5 volte. Poi lì, una volta che sei nelle Top 16, ne succedono un po´ di tutti i colori. La prima volta fu la prima in assoluto, ottavi di finale contro il Cska Sofia. Era la stagione 1983-84 e al primo turno la Roma aveva eliminato abbastanza agevolmente il Goteborg. Ma allora andare a giocare in casa delle squadre dell´est era sempre durissima e la Roma l´aveva vissuto sulla propria pelle a Jena pochi anni prima. Se poi ti capita il Club Sportivo Centrale dell´Esercito, il Cska (quelli che vogliono far vedere di conoscere le lingue oggi pronunciano Sésca, ma allora dovrebbero pure dire Crvena Zvezda e non Stella Rossa), era ancora più dura. A Sofia ci volle un gol di Falcão, che poco prima aveva salvato un gol sulla linea, per sbloccare una sfida che si rivelò ancora più dura al ritorno a Roma, dove fu decisivo Graziani per scacciare le paure.

IL ROMANISTA – Su sei partecipazioni alla Coppa dei Campioni, in qualunque modo si chiami la massima competizione calcistica europea, la Roma è entrata nelle prime 16 d´Europa per 5 volte. Poi lì, una volta che sei nelle Top 16, ne succedono un po´ di tutti i colori. La prima volta fu la prima in assoluto, ottavi di finale contro il Cska Sofia. Era la stagione 1983-84 e al primo turno la Roma aveva eliminato abbastanza agevolmente il Goteborg. Ma allora andare a giocare in casa delle squadre dell´est era sempre durissima e la Roma l´aveva vissuto sulla propria pelle a Jena pochi anni prima. Se poi ti capita il Club Sportivo Centrale dell´Esercito, il Cska (quelli che vogliono far vedere di conoscere le lingue oggi pronunciano Sésca, ma allora dovrebbero pure dire Crvena Zvezda e non Stella Rossa), era ancora più dura. A Sofia ci volle un gol di Falcão, che poco prima aveva salvato un gol sulla linea, per sbloccare una sfida che si rivelò ancora più dura al ritorno a Roma, dove fu decisivo Graziani per scacciare le paure.

Al ritorno in Coppa Campioni la Roma si fermò contro lo stesso incubo del 1984, il Liverpool, all´ultima giornata del secondo girone.

Le sarebbe bastato un pareggio, oppure una vittoria nel turno precedente contro il Galatasaray, nella partita finita in rissa. Invece vinsero i Reds, che sulla fascia sinistra avevano un giovane John Arne Riise che si trovò a fronteggiare Marcos Assunçao, che Capello aveva schierato inspiegabilmente sulla fascia destra della Roma.

Anche nella stagione successiva la Roma passò il primo girone e finì nelle prime 16 d´Europa. Tre sconfitte nelle prime tre gare del secondo girone sembrarono compromettere la qualificazione, Totti a Valencia riaprì il discorso, ma l´errore di Montella all´ultimo minuto ad Highbury condannò i giallorossi a sperare in una combinazione di risultati all´ultima giornata che non si verificò.

Un anno di pausa, la monetina a Frisk nel 2004-2005, e nel 2006-2007 riecco la Roma agli Ottavi di finale. Lo spauracchio da evitare è il Lione, si dice in fase di sorteggio. aturalmente alla Roma capitano proprio i francesi, eliminati con una grande partita alla Gerland e con i gol di Totti e Mancini.

L´anno dopo è un´altra impresa agli Ottavi, stavolta a cadere è il Real Madrid con un doppio 2-1. Fino al 2008-2009, quando la Roma per la prima volta vince il girone e quindi può giocare la gara di ritorno in casa. Deve ribaltare lo 0-1 subito in casa dell´Arsenal, si presenta con una squadra acciaccata e Totti col tutore. Vince 1-0, ma viene eliminata ai rigori, ancora una volta all´Olimpico, ancora una volta contro gli inglesi. La storia sembra ancora ferma al maggio del 1984, ma ancora una volta riparte dalle Top 16. Anzi, dagli “ottavi di finale”, che è un po´ meno inglese.

© Riproduzione riservata

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