Il self publishing e la fine dell'editoria tradizionale - Notizie.it
Il self publishing e la fine dell’editoria tradizionale
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Il self publishing e la fine dell’editoria tradizionale


E-book, tablet, E-reader. Sono solo alcune delle nuove parole che stanno entrando a far parte del nostro linguaggio quotidiano. La nascita dell’editoria digitale sta rivoluzionando davvero il settore? Forse. Se a New York o a Londra viaggiare in metropolitana leggendosi un buon libro sul l’Ipad o sul proprio Kindle è un’abitudine ormai collaudata, in Italia il libro cartaceo regge meglio la crisi. Un’altro atteggiamento che sta spopolando oltreoceano e oltremanica e che sì, molto probabilmente, determinerà se non la fine, ma una profonda ridefinizione del concetto stesso di editoria, è il cosidetto self publishing. O più semplicemente: autopubblicazione.
Nel Regno Unito, lo scrittore Stephen Leather si è visto rifiutare dal suo editore il suo ultimo lavoro e ha deciso così di autopubblicarlo su Amazon UK, in formato ebook. Risultato? E’ da settimane in testa alle classifiche e si parla di un guadagno netto superiore alle diecimila sterline al mese per Leather.
In America, l’esordiente Amanda Hocking ha fatto lo stesso: il successo del suo romanzo autopubblicato Amazon America l’ha fatta diventare milionaria nel giro di qualche mese.
E in Italia questo è possibile?
Dunque, Amazon Italia non permette l’autopubblicazione di propri testi a meno di non possedere un conto in banca e un numero di previdenza americani.

E-bay vieta la vendita di contenuti digitali anche se se ne possiedono i diritti. Rimangono alcune piattoforme come lulu.com e il nuovo progetto parallelo di Simplicissimus, dal nome emblematico (l’autopubblicazione è definita in molti settori vanity press) Narcissus.
Ma c’è davvero mercato in Italia per questo tipo di prodotti?
Di recente, lo scrittore Paolo Nori ha pubblicato il suo ultimo libro tramite e-book e fondando addirittura una propria casa editrice on-line, la Sugaman. Il libro è svettato ai primi posti delle classifiche di vendita di bookrepublic, uno delle migliori piattaforme web per quanto riguarda gli e-book. Certo, in questo caso a vincere è soprattutto il nome dell’autore, già noto e quindi facilmente riconoscibile. I lettori non si sono chiesti se il libro fosse valido o meno come potrebbe avvenire per un esordiente sconosciuto, ma hanno acquistato il marchio rappresentato dal nome già affermato nel campo di Nori.
Probabilmente, per noi la strada che porta alla fine dell’editoria in senso tradizionale (concepita anche come filtro tra l’autore e il lettore) è ancora lunga.

Sicuramente, le case editrici dovranno iniziare a considerare seriamente il fenomeno e nel caso, cercare soluzioni per arginarlo e non affondare.

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