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Il tempo delle alleanze: Grillo dice no a Di Pietro, Pd tra Vasto e Casini
Politica

Il tempo delle alleanze: Grillo dice no a Di Pietro, Pd tra Vasto e Casini

Bastano poche parole per dissolvere le già poche speranze di Di Pietro per un’alleanza con Beppe Grillo e Vendola. Due righe di post scriptum all’articolo “Nuovi colonialisti” cancellano ogni dubbio, se mai ce ne fossero stati: «Il Movimento 5 Stelle non si alleerà con nessun partito per le prossime elezioni e non ha ricevuto proposte da parte di alcuno».

Già Nichi Vendola, leader di Sel, si era tirato fuori dall’alleanza dei “non allineati”: «Non ci riguarda», aveva detto all’Agenzia Dire, aggiungendo, però, di credere in un’intesa tra Partito Democratico, Idv e Sel. Di Pietro, dal canto suo, ha riversato tutto il suo sdegno verso Bersani&Co. nel video in cui il segretario del Pd, in buona compagnia, viene ritratto come uno zombie di Romero.

Vendola, inoltre, ha respinto la definizione che Di Pietro ha dato di Sel, definito dall’ex magistrato un “non allineato”, definizione che per Vendola stesso è a metà tra il controsenso e l’antiquato: «Sentire parlare di “non allineati” è come quando sento parlare Casini di “fronte dei responsabili”: vecchissima politica.

La nostra politica non può ridursi a schieramenti, dove non contano mai i contenuti. I problemi gravissimi del paese si devono affrontare cambiando la politica europea e rompendo con l’austerità di Monti».

Chi, invece, sta preparando una vera alleanza per le prossime elezioni è proprio il Partito Democratico. Il problema è che non sa ancora con chi. La cosiddetta “alleanza di Vasto”, che comprendeva Vendola e Di Pietro, sta naufragando proprio per la rottura con quest’ultimo. La stessa Europa, quotidiano e organo di stampa ufficiale del Pd, ha bollato l’ex magistrato come “nuovo nemico”.

L’unione con l’Udc di Pier Ferdinando Casini, d’altro canto, nonostante le rassicurazioni da entrambi gli schieramenti, non sembrerebbe il massimo dell’affidabilità, viste le tante differenze di vedute su argomenti fondamentali: uno su tutti, i matrimoni omosessuali, che tanto hanno agitato le acque in quel di Milano.

Nel dubbio, Bersani presenterà, martedì a Roma, la Carta di Intenti, il manifesto del patto dei democratici e dei progressisti.

«Questo patto si rivolgerà non solo alle forze politiche di ispirazione democratica e progressista, ma ad associazioni e movimenti, agli amministratori, alla cittadinanza attiva e alle personalità che intendano concorrere a un progetto di governo in grado di affrontare la grande crisi che stiamo vivendo».

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