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Il tentativo della Lega: stop al Green Pass già dal 31 marzo

Mossa a sorpresa in sincrono con la fine dello stato di emergenza: arriva il tentativo della Lega di ottenere lo stop al Green Pass già dal 31 marzo

Claudio Borghi

Il tentativo della Lega c’è tutto e passa per il Parlamento, è quello della richiesta dello stop al Green Pass già dal 31 marzo. Lo chiede un emendamento del deputato Claudio Borghi sottoscritto dai colleghi della Commissione Affari Sociali della Camera.

Attenzione, al di là dell’aspetto tecnico il dato politico è netto: il Carroccio va dritto contro la linea del premier Mario Draghi, che è quella del superamento graduale di ogni restrizione nei mesi fra marzo e giugno.

La Lega e lo stop al Green Pass: il “piede” nella porta socchiusa per spalancarla

E la scelta del partito di Matteo Salvini appare come una “spallata” alla decisione dell’esecutivo di togliere si il Green Pass da marzo, ma solo per gli esercizi all’aperto.

Insomma, la Lega ha visto una porta aperta e sta provando ad infilare il piede per spalancarla. Ecco il testo dell’emendamento a firma di Borghi: “Le disposizioni in materia di certificazioni verdi Covid-19 sono abrogate a decorrere dalla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica dichiarato con deliberazione del Consiglio dei ministri del 30 gennaio 2020”.

Borghi: “Se non c’è più emergenza non c’è più bisogno di norme emergenziali”

La linea di Palazzo Chigi è invece un’altra, però Borghi non ci sta e facendo sponda sulla fine dello stato di emergenza programmata per il 31 marzo ha detto al Fatto Quotidiano: “Se non c’è più emergenza, non c’è più bisogno di una legislazione emergenziale anche perché rischiamo di mettere in ginocchio la stagione turistica di Pasqua: se nel mondo non hanno più il pass, non si capisce perché dovremo continuare a tenerlo noi”.

Carroccio pronto a trovare “appoggi trasversali” per far passare l’emendamento

E ancora: “Se l’esecutivo persevererà nell’errore, decideremo ma se dirà no contiamo di trovare una maggioranza trasversale che ci ha già permesso di approvare emendamenti di buon senso nonostante il parere contrario di Speranza”.

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