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Il “vecchio” Puyol fa felice la Spagna

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La sopravvissuta. Unica delle favorite della vigilia ad intepretare fino in fondo il proprio ruolo, la Spagna centra la prima finale mondiale della sua storia. Ed è una bella favola che il match winner sia stato Carles Puyol, capitano morale di un gruppo che, a differenza sua, tra quattro anni potrà comunque vada essere ancora tra i protagonisti grazie alla giovane età. La stessa cosa vale per la Germania, beffata per la seconda volta consecutiva in semifinale.

Il possesso di palla e la personalità di una Spagna senza punte ma capace di guadagnarsi la finale nel giorno della miglior partita delle sei disputate ha sopraffatto la Germania: magari a volte sarà monotona ed irritante, ma la solidità della Spagna ne fa la squadra più forte e completa della competizione, e di conseguenza la favorita d’obbligo per la finalissima.

Sarà la finale delle prime volte, la finale dei record, comunque vada.

Intanto la Spagna ha eguagliato l’Argentina del ’90 e l’Italia del ’94, uniche due squadre a raggiungere la finale di un Mondiale dopo aver perso la prima partita: ma considerato come sono poi finite le suddette squadre, a Madrid e dintorni staranno già facendo gli scongiuri. Dal canto loro in Olanda temono la terza beffa in altrettante finali: per una delle due è arrivata l’occasione per sfatare un tabù ed entrare nella storia.


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