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Il vicecomandante del battaglione Azov nega la resa: “Siamo ancora nello stabilimento”

Il comando del battaglione Azov non si è arreso ai russi come inizialmente trapelato ma si trova ancora nell'acciaieria Azovstal: lo ha confermato il vicecomandante.

Acciaieria Azovstal

Il vicecomandante e portavoce del battaglione Azov Sviatoslav Palamar ha diffuso un video in cui ha confermato di trovarsi ancora all’interno dello stabilimento insieme al suo comando. Ha inoltre annunciato che è in corso un’operazione di cui non ha voluto annunciare i dettagli.

Vicecomandante battaglione Azov

Oggi è l’85esimo giorno di guerra. Io e il mio comando siamo sul territorio dello stabilimento Azovstal. È in corso un’operazione, i cui dettagli non annuncerò. Grazie al mondo, grazie all’Ucraina. Ci vediamo“. Questo il breve videomessaggio che Palamar ha diffuso sui canali Telegram e dall’Ukrainska Pravda a poche ore dalla notizia diramata da fonti russe secondo lui fosse stato evacuato.

Le stesse fonti russe avevano comunque aggiunto che non c’erano conferme sul campo e avevano parlato di un gruppo di militari ancora resistente all’interno dell’acciaieri.

Chiamati in causa, i militari del battaglione Azov hanno dunque deciso di dire chiaramente che non c’è stata alcuna resa ai nemici. Intanto, secondo quanto diffuso dal ministero della Difesa russo, almeno 1.730 soldati ucraini si sarebbero arresi e sarebbero usciti dallo stabilimento per essere portati in territori controllati da Mosca.

Krotevych: “La guerra è appena iniziata”

Anche il maggiore Bohdan Krotevych, capo dello staff del reggimento Azov, ha voluto diramare un messaggio dall’interno dell’impianto: “La guerra non è finita, la guerra su vasta scala è appena cominciata.

Dovrete diventare comandanti e assumere il controllo o scappare e poi soffrire perdite ancora più grandi. Noi siamo più deboli del nemico nel potenziale militare, ma la fiducia in sé è la nostra carta vincente“.

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