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Il voto di un “ignorante” valga meno di un “informato”

Il voto di un "ignorante" dovrebbe valere meno di quello di un "informato", la provocazione di un'economista di fama internazionale.

Il voto di un ignorante valga meno di un informato

Il voto di un “ignorante” dovrebbe valere meno di quello di un “informato”. La provocazione è di Dambisa Moyo, economista e autrice di Edge of Chaos. Attraverso le pagine del proprio saggio, la donna lancia il “voto ponderato”. Una provocazione? Può darsi, ma l’economista lo propone come una potenziale soluzione ad un ridimensionamento serio del valore dei voti degli elettori.

Ignorante a chi?

Luogo comune? Provocazione radical chic? Forse no. Come riportato da Vanity Fair, Dambisa Moyo ha una teoria per dare nuovo valore e serietà al voto degli elettori. Tutto parte da una domanda semplice: perché la scelta di una persona informata e consapevole dovrebbe essere pari a quella di una che non si interessa, ma anzi resta ad un livello di conoscenza superficiale? Dambisa Moyo pensa di aver trovato la risposta. Non si tratta della solita provocazione snob, ma di una riflessione consapevole su quella che potrebbe essere una falla nel sistema democratico.

Dambisa Moyo non è un’economista qualsiasi: nel suo curriculum vanta un lavoro alla Banca mondiale, a Goldman Sachs ed è collaboratrice del Wall Street Journal e del Financial Times.

Falla nella democrazia

La riflessione dell’economista deriva dalla crescita economica di ciascun Paese occidentale. Ma la democrazia è morta? No, ma non starebbe nemmeno tanto in salute, secondo la Moyo: “non sta più riuscendo a guidare in modo efficace la crescita economica. Ci sono paesi privi di democrazia, come la Cina, dove l’economia prospera, e altri, profondamente democratici, come l’Unione Europea, in cui l’economia annaspa“, riporta Vanity Fair nella sua intervista all’autrice.

Voto ponderato

Dalla sua valutazione, Dambisa Moyo avrebbe teorizzato nel suo libro Edge of Chaos una nuova modalità di scelta per gli elettori: il voto ponderato. “L’idea è che gli elettori vengano chiamati a mostrare il loro impegno per la politica e le elezioni. Se dimostrano di essere informati, allora il loro voto vale appieno. Se invece dimostrano di non esserlo, varrà leggermente meno“, ha dichiarato l’economista a Vanity Fair.

Il metodo, secondo l’autrice stimolerebbe gli elettori ad informarsi in modo più responsabile. Motivo? Meno informato sei, meno vale il tuo voto. “Nessuno ha voglia di sentirsi che il suo voto vale meno e si avrebbe un maggiore impegno da parte di molte più persone”. Per calcolare il livello di informazione la Moyo suggerisce l’utilizzo di un test periodico, o di penalizzare chi non è andato a votare nelle precedenti tornate.

Accuse di classismo

Il voto ponderato potrebbe rivelarsi uno strumento interessante, ma in concreto non sono mancate le obiezioni: il timore principale è che si scada nel classismo, prima vera minaccia all’idea di uguaglianza. L’economista aggira il problema: non si tratta di classismo, anzi, secondo la Moyo l’idea di voto ponderato, non avrebbe nulla a che vedere con il genere, la cultura, l’istruzione o con il ceto sociale: “Ha a che fare con quanto si ha a cuore quello che si sta facendo.

Se ti interessa la politica, se ci spendi tempo e passione, è giusto che la tua voce pesi di più nel dibattito”.

Palermitano di nascita, milanese acquisito, ho iniziato a scrivere di Rugby e di Basket sul web. Dopo una bella esperienza in un sito di informazione locale, mi sono laureato in "Lettere moderne" a Milano e ho concluso la mia formazione alla scuola di Giornalismo dell'Università Cattolica. Lettore di libri incallito, inseguo il sogno di raccontare le piccole e grandi storie, sia in forma scritta, sia in video.


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Andrea Danneo

Palermitano di nascita, milanese acquisito, ho iniziato a scrivere di Rugby e di Basket sul web. Dopo una bella esperienza in un sito di informazione locale, mi sono laureato in "Lettere moderne" a Milano e ho concluso la mia formazione alla scuola di Giornalismo dell'Università Cattolica. Lettore di libri incallito, inseguo il sogno di raccontare le piccole e grandi storie, sia in forma scritta, sia in video.

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